Pediatria

I bimbi riescono a ricordare anche cose che non hanno visto

BimbaI bambini al di sotto dei sei mesi ricordano qualcosa anche quando non è sotto i loro occhi. A rivelarlo è stato uno studio condotto da Melissa Kibbe, della Johns Hopkins University in collaborazione con Alan Leslie, della Rutgers University. I due studiosi hanno dunque sfatato la convinzione che i neonati ricordano un oggetto, una persona, soltanto quando rientra nel loro campo visivo.

Fino ad ora, infatti, si riteneva che i bambini fino a due anni non fossero in grado di capire che un un qualcosa continuasse ad esistere anche quando non era al momento visibile. Ma grazie al nuovo studio, è emerso che non è così e che il cervello dei piccoli è in grado di ricordare anche ciò che non si vede.

Fin dalla metà degli anni 1980, nuovi tipologie di studi riguardanti i bambini hanno aiutato a capire cosa avviene nel loro cervello, portando a scoprire che gli oggetti non scomparivano mentre essi non li stavano guardando, grazie a quella che viene definita permanenza dell'oggetto. Tuttavia, quello che ancora era da accertare era di cosa i bambini hanno bisogno per ricordare l'esistenza di un oggetto, di una persona.

I due studiosi hanno mostrato ad alcuni bambini di sei mesi due oggetti su uno schermo, un disco e un triangolo.

Le prime esperienze con la mamma sono peculiari per la qualità della vita adulta del figlio

Bimbo con la mammaL’esperienza infantile con la mamma pesa più di quanto si possa credere e influenza il nostro comportamento e il modo di condurre le relazioni di coppia, con gli amici e i parenti… nel bene o nel male

Le nostre relazioni sono soddisfacenti?

Oppure sono un disastro? In un caso o nell’altro è merito o colpa di mamma. Già!

Secondo un nuovo studio a cura dell’Università del Minnesota (Usa), la maggiore o minore capacità di amare, avere fiducia o risolvere i conflitti nelle relazioni – che sia di coppia, con gli amici o i parenti – dipende dalle esperienze vissute con la mamma nei primi mesi di vita.

«Le tue esperienze interpersonali con tua madre durante i primi 12 a 18 mesi di vita, predicono il tuo comportamento nelle relazioni romantiche 20 anni dopo», afferma il dottor Jeffry A Simpson, che ha condotto lo studio insieme ai colleghi W Andrew Collins e Jessica E Salvatore dell’Università del Minnesota.

Secondo i ricercatori sono proprio i primi mesi i più importanti, quelli che forgiano il futuro comportamento nelle relazioni interpersonali e sociali. E questa influenza avviene prima che il bambino sappia discernere. «Prima di poter ricordare, prima di avere le parole per descriverli, e in modi che non si conoscono, gli atteggiamenti impliciti vengono codificati nel mente» aggiunge Simpson.

I bambini non dovrebbero consumare bevande industriali dolci

Bevande industriali dolciI bambini che bevono bibite dolci come aranciate, succhi di frutta e cola, avranno più probabilità di soffrire di pressione alta e malattie cardiache in età adulta.

Lo rivela una ricerca condotta dall'Istituto di ricerca medica dell'Università di Sydney su 2000 bambini di 12 anni. Secondo lo studio, i piccoli che consumano una o più bevande analcoliche dolcificate al giorno hanno arterie più sottili dietro gli occhi, nella retina, e quindi, un rischio maggiore di avere pressione alta, infarti e malattie cardiache in età adulta.

Lo studio, coordinato da Bamini Gopinath e reso noto anche sull'American Journal of Clinical Nutrition, è il primo ad evidenziare che le bevande dolci e i carboidrati consumati nell'età infantile influiscono pesantemente sui vasi sanguigni retinali, rendendoli più sottili. Ma i danni non si vedono sulla vista, bensì su cuore! La presenza di questo fattore di rischio nei bambini sostiene ancora una volta la necessità di insegnare loro sane abitudini alimentari, tra cui un minore consumo di cibi ad alto indice glicemico e bevande analcoliche.

"E' un'ulteriore prova che le bevande gassate non fanno bene ai bambini – ha detto Gopinath - Altri studi in materia potranno costruire una forte base di evidenze, che si spera porteranno a cambiamenti di politica e di pratica, nel modo in cui cibi e prodotti vengono promossi o pubblicizzati ai bambini".

Pagine