Lavoro

Devi aprire un'impresa? Stai alla larga dall'Italia...

DubbioSecondo un rapporto diffuso qualche mese fa dalla Banca Mondiale, emergerebbe che nel nostro Paese è davvero difficile avviare una nuova iniziativa imprenditoriale e l'Italia, in questo ambito, si posizionerebbe addirittura dopo lo Zambia.

Sempre secondo quanto ci dice la Banca Mondiale, le difficoltà che si riscontrano nella creazione di un’impresa sarebbero attribuibili a taluni adempimenti amministrativi che, normativamente, chi avvia un’impresa deve assolvere, ed anche ai costi “amministrativi" per avviare la fase di start up.

Pur condividendo, in toto, quanto affermato dall'istituzione finanziaria, se è vero che in Italia è molto difficoltoso avviare un’impresa, altrettanto vero è che, in taluni casi, è molto difficile mantenerla e farla vivere.

Sebbene l'iniziativa imprenditoriale, almeno sulla carta, non sia negata a nessuno e pur esistendo non pochi cavilli burocratici da assolvere sia all'atto della costituzione, sia durante la vita dell'impresa, talvolta risulta impossibile esercitare un'attività per una serie di fattori che costituiscono la vera e propria discriminante dell'essere imprenditori.

In questo articolo mi limiterò a parlare di alcune problematiche fiscali che, secondo la mia opinione, costituiscono un vero disincentivo nel fare impresa, proponendomi di approfondire in seguito, con ulteriori articoli, altre tematiche comunque rilevanti ai fini del nostro ragionamento.

Per pagare le tasse quasi tutte le aziende italiane sono costrette a indebitarsi

IndebitatoPer il 74% delle imprese la pressione fiscale è cresciuta del 22%. Risultato: non investono, non pagano i fornitori e licenziano

Più di un'azienda su due si indebita per pagare le tasse. È il risultato di un'indagine di Confartigianato, secondo cui il 58% degli intervistati, pari a 615.000 aziende, deve ricorrere a prestiti bancari o è costretto a chiedere al fisco dilazioni di pagamento.

E addirittura 40.000 imprenditori non potranno pagare le imposte per mancanza di liquidità. Il sondaggio Ispo/Confartigianato su un campione di imprenditori artigiani, condotto tra il 6 il 12 dicembre, rivela che per il 74% delle imprese, pari a 1.067.214 aziende, negli ultimi 12 mesi la pressione fiscale è cresciuta in media del 22,6 per cento.

La quota nazionale del 74% di imprese che dichiarano un aumento delle tasse viene addirittura superata nei casi delle imprese con dipendenti (79%), in quelle localizzate nel Nord Ovest (83%) e nel Mezzogiorno (80%), nelle aziende impegnate nel settore dei servizi alla persona (80%).

Fisco cannibale - A causa della pressione fiscale da record il 33% degli imprenditori è stato costretto a ritardare il pagamento dei propri fornitori, mentre il 29% ha dovuto rinunciare a fare investimenti in azienda.

In Italia gli stagisti al Ministero del Tesoro sono retribuiti 1 euro l'ora

Ministero del TesoroIl ministero dell’Economia ha bandito 34 posti per uno stage rivolto a giovani neolaureati o laureandi. Uno stage “miseria” che prevede 7 euro al giorno di rimborso spese, circa un euro l’ora. Uno stage “low cost”, come lo definisce il Corriere della Sera, che non è però tra i peggio retribuiti.

Il 50% degli stage è completamente gratuito, mentre solo il 30% prevedere rimborsi spese che non superano i 500 euro. Pochissimi i fortunati che per un tirocinio vedranno un rimborso di 700 euro e oltre, solo il 5,3% dei “miserabili” stagisti.

I dati sugli stage, nel paese dove la disoccupazione giovanile ha raggiunto il 36,5% ed è in costante crescita, non sono incoraggianti. Le persone che hanno partecipato ad uno stage nel 2011 sono state 571mila, di cui 200mila in enti pubblici, 311mila nelle imprese e 60mila in enti no profit. Di questi solo il 39% è stato assunto al termine dello stage dall’impresa in cui erano stati formati. E nel 56% dei casi si trattava di stage senza benefit.

Intanto oltre mezzo milioni di giovani spera nella “congrua indennità” stabilita dalla riforma del Lavoro firmata dal ministro del Welfare Elsa Fornero, che riconosce una “congrua indennità, anche in forma forfettaria, in relazione alla prestazione svolta”.

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