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Le Intelligenze artificiali potrebbero destabilizzare il mercato

Le Intelligenze artificiali potrebbero destabilizzare il mercatoLe Intelligenze artificiali che già oggi sono ampiamente utilizzate dai fondi per operare sui mercati sulla base dei suoi movimenti potrebbero aggravare di molto la durezza della prossima correzione.

Questo perché i dati sulla base dei quali questi algoritmi sono stati raccolti negli anni successivi alla crisi finanziaria, un ambiente straordinario caratterizzato da politiche monetarie non convenzionali e estremamente favorevoli.

È quanto avverte il Financial Stability Board, organo internazionale basato in Svizzera, che in uno studio dello scorso novembre ha sottolineato come l’aumento dell’uso di AI da parte di hedge funds e market maker possa ulteriormente stringere i parametri di negoziazione che sono vitali per la stabilità del mercato, come la quantità di capitale di una banca in relazione alle sue posizioni di negoziazione in essere.

Questo è dovuto al fatto che l’intelligenza artificiale è oltremodo efficace nell’ottimizzare i sistemi complessi.

I padroni del mondo ci imporranno di mangiare insetti e Ogm

Insetti

«La frutta era l’unico elemento della loro dieta. Quegli esseri del futuro erano vegetariani rigorosi, e per tutto il tempo che rimasi con loro, pur desiderando un pezzo di carne, fui frugivoro anch’io».

È l’anno 802.701. Il Viaggiatore del Tempo ha appena incontrato una delle due razze che popolano il futuro della Terra: si tratta degli Eloi, creature bellissime, fragili, pacifiche, piccole di statura come bambini, dalla pelle color porcellana e simili tra loro anche nel sesso. Conducono una vita di puro divertimento e sono dotati di scarsa immaginazione e intelletto.

Si tratta di una citazione de La macchina del tempo, uno dei racconti più celebri di H.G. Wells, pubblicato per la prima volta nel 1895. Nell’Inghilterra di fine Ottocento, uno scienziato racconta ai suoi più stretti amici di aver trovato il modo di viaggiare nel tempo, ma non viene creduto. Otto giorni dopo, durante una cena a casa sua, il protagonista ricompare in uno stato alterato, i vestiti in disordine e il volto spettrale: racconterà davanti a una platea sbigottita, di aver viaggiato avanti e indietro nel tempo fino a raggiungere l’anno 802.701, periodo in cui l’umanità è divisa in due tronconi differenti: gli Eloi, appunto, e i Morlock, esseri mostruosi che vivono nelle viscere della terra.

Si sono stabiliti all'estero altri 2 mln di italiani

Altro che sola fuga di cervelli. C'è un nuovo ciclo di emigrazione italiana in corso, in larga misura frutto della crisi economica, che ha portato all'estero MILIONI di italiani di diverse provenienze e aspirazioni, dal laureato con master e il manager, al giovane in cerca di qualsiasi occupazione, purché sia lavoro, a intere famiglie che si mettono in viaggio sperando di trovare un modo degno di sbarcare il lunario.

Un flusso composito, caratterizzato da crescente precariato, che toglie risorse umane e competenze all'Italia e sottrae diritti e tutele ai nuovi emigrati italiani. E che quindi va gestito con nuovi strumenti e nuove capacità istituzionali nel mondo dell'associazionismo. Questo il quadro descritto e discusso oggi a Roma al convegno “Emigrare in tempo di crisi: necessità, opportunità. Più diritti, più tutele” promosso dal Faim, il Forum delle associazioni italiane nel mondo, che raccoglie le maggiori federazioni italiane ed estere in rappresentanza di oltre 1.500 associazioni nel mondo. E che oggi prende atto del fatto che l'esodo in corso è un fenomeno complesso - una “nebulosa”, è l'immagine usata da Enrico Pugliese, il coordinatore del comitato scientifico Faim - che difficilmente sarà fermato dal relativo miglioramento delle dinamiche economiche italiane.

I NUMERI

In base ai dati dell'Aire (Anagrafe Italiani residenti all'estero) gli italiani che vivono all'estero nel 2006 erano poco più di 3 milioni e oggi sono cinque milioni circa.

L'Europa del futuro sarà composta da una civiltà fantasma globalizzata

L'Europa del futuro sarà una civiltà fantasma globalizzataCiviltà fantasma globalizzata. In Giappone le scuole elementari chiudono, dato che il numero dei bambini è sceso a meno del 10% della popolazione.

Il governo sta convertendo queste strutture in ospizi: il 40% della popolazione è di età superiore ai 65 anni. In Giappone, «la nazione più vecchia e più sterile del mondo», l’espressione “civiltà fantasma” è diventata ormai di uso comune, scrive Rosanna Spadini su “Come Don Chisciotte”. Secondo stime ufficiali, entro il 2040 la maggior parte delle città più piccole del paese vedrà un drammatico calo della popolazione, dal 30 al 50%. I consigli dei villaggi spariscono, insieme ai ristoranti: nel ‘90 erano 850.000, ora si sono ridotti a 350.000. «Le previsioni suggeriscono che in 15 anni il Giappone avrà 20 milioni di case vuote.

È forse anche questo il futuro dell’Europa?

Probabile, perché tra gli esperti di demografia c’è una tendenza a definire l’Europa il nuovo Giappone».

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