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Coldiretti: mensa dei poveri per 2,7 mln di italiani

Coldiretti: mensa dei poveri per 2,7 mln di italianiLa punta dell’iceberg della situazione di disagio in cui si trovano molte famiglie sono i 2,7 milioni di persone che in Italia nel 2017 sono state addirittura costrette a chiedere aiuto per il cibo da mangiare.

È quanto emerge dal rapporto Coldiretti “La povertà alimentare e lo spreco in Italia” presentato alla giornata conclusiva del Villaggio della Coldiretti ai Giardini Reali di Torino con un impegno anche nella solidarietà e un focus sugli sprechi alimentari ed i consigli e le ricette dal vivo degli agrichef per valorizzare gli avanzi con la cucina del giorno dopo. Ad avere problemi per mangiare sono dunque – sottolinea la Coldiretti – oltre la metà dei 5 milioni di residenti che, secondo l’Istat, si trovano in una condizione di povertà assoluta.

Nel 2017 circa 2,7 milioni di persone hanno beneficiato degli aiuti alimentari – precisa la Coldiretti – attraverso l’accesso alle mense dei poveri o molto più frequentemente con pacchi alimentari che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che per vergogna prediligono questa forma di aiuto piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli. Infatti sono appena 114mila quelli che si sono serviti delle mense dei poveri a fronte di 2,55 milioni che invece hanno accettato l’aiuto dei pacchi di cibo sulla base dei dati sugli aiuti alimentari distribuiti con i fondi Fead attraverso dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea).

Le manipolazioni della scuola neoliberista

Le manipolazioni della scuola neoliberistaCome trasformare un bambino in un “asset”: un individuo solo al mondo, in lotta contro tutti. È l’orrore del neoliberismo, sintetizzato da Margaret Thatcher nel 1980: «L’economia è il mezzo, l’obiettivo è quello di cambiare il cuore e l’anima». Si comincia presto, dai banchi di scuola: e il risultato è ormai sotto i nostri occhi, avverte Patrizia Scanu, dirigente del Movimento Roosevelt ed esperta del mondo scolastico.

Nata in circoli accademici ristretti, «lautamente foraggiati per contrastare il mainstream economico keynesiano», la teoria economica neoliberista finisce con il diventare in pochi anni, fra gli anni ‘70 e ‘80, la visione dominante dell’economia, grazie agli economisti della Scuola di Chicago come Milton Friedman e Friederich von Heyek. Applicazioni immediate: il Cile di Augusto Pinochet, la Gran Bretagna della “Strega del Nord”, gli Usa di Reagan. Il neoliberismo?

«Fondato su una visione assiomatica (ovvero indimostrabile) del mondo». Un mondo economico “ideale”, come «una realtà perfettamente ordinata e regolata da leggi “naturali”, al di fuori di ogni intervento regolatore dello Stato». Homo homini lupus: estremizzando la teoria della “mano invisibile” di Adam Smith, il neoliberismo «postula la spontanea diffusione della ricchezza e del benessere come conseguenza “naturale” dell’assenza di ogni vincolo economico, giuridico, ambientale, politico e sociale all’egoistico perseguimento del profitto».

I paleontologi non vedono di buon occhio le aste dei fossili di dinosauro

I paleontologi non vedono di buon occhio le aste dei fossili di dinosauroDi recente i fossili di uno scheletro di un dinosauro carnivoro sono stati messi all'asta a Parigi per una cifra di 2,36 milioni di dollari. Anche se queste aste sono legali - negli Stati Uniti si stabilisce che i fossili trovati nella proprietà privata appartengono al proprietario il quale ne può disporre come meglio crede - il fatto non smette di preoccupare i paleontologi, che non hanno le risorse per comprare i fossili messi in vendita in aste private.

"Un'asta serve per ottenere il prezzo più alto possibile per qualcosa", ha detto P. David Polly,(1) (2) presidente della Society of Vertebrate Paleontology (SPV),(3) e professore di geologia sedimentaria presso l'Indiana University,(4) LiveScience.(5) "E, in generale, anche i grandi musei non hanno un budget per comprare esemplari".

Generalmente gli istituti di ricerca spendono circa 10 mila dollari per scavi di grandi dimensioni. Questo importo serve agli scienziati per coprire le spese di viaggio, eseguire lo scavo e preparare i fossili trovati.

Quel bilancio è lontano dai 2,36 milioni di dollari in cui è stato venduto il dinosauro.

Un altro problema è che i proprietari terrieri potrebbero iniziare a vedere i fossili come un business.

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