Scienza

Strutture magnetiche stampate in 3D si muovono, rotolano, saltano e giocano a palla

Gli ingegneri del MIT hanno creato strutture morbide stampate in 3D i cui movimenti possono essere controllati con un magnete, proprio come marionette senza fili

L’insieme di strutture che possono essere manovrate magneticamente include un anello liscio che si increspa, un lungo tubo che si accorcia, un foglio che si piega su se stesso e un “afferratore” con le sembianze di ragno che può camminare, rotolare, saltare e chiudersi così velocemente da afferrare una palla al volo. Può anche essere guidato a chiudersi intorno a una piccola pastiglia e portarla dall’altra parte del tavolo.

I ricercatori hanno costruito le strutture con una nuova stampante 3D che usa un inchiostro pieno di piccole particelle magnetiche. Hanno poi inserito un elettromagnete intorno all’ugello della stampante 3D, provocando lo spostamento dell’inchiostro mentre questo veniva erogato attraverso la bocchetta. Controllando l’orientamento magnetico di ciascuna sezione individuale della struttura, i ricercatori possono creare strutture e macchinari che possono istantaneamente cambiare forma, e addirittura muoversi, quando le varie sezioni rispondono a un campo magnetico esterno.

Xuanhe Zhao, professore del dipartimento di ingegneria meccanica del MIT, sostiene che questa tecnica potrà essere utilizzata per produrre apparecchi biomedici controllati magneticamente.

Un quadrilione di tonnellate di diamanti nelle viscere della Terra

Gli scienziati sostengono che potrebbero esserci più di un quadrilione di tonnellate di diamanti nascosti a più di 100 miglia sotto la superficie della Terra

Un recente studio del MIT e della National Science Foundation(1) e di altre università ha rivelato che tra l'1% e il 2% delle rocce interne più antiche del pianeta sarebbe composte anche da diamanti.

Il team di ricerca è anche composto da scienziati: dell'Università della California a Santa Barbara, dell'Istituto di fisica del globo di Parigi, dell'Università della California a Berkeley, dell'Ecole Polytechnique a PALAISEAU Cedex, del Carnegie Institution di Washington, dell'Università di Harvard, dell'Università di Scienza e Tecnologia della Cina, dell'Università di Bayreuth a Bayreuth, dell'Università di Melbourne e dell'University College di Londra.

Gli scienziati sostengono che potrebbero esserci più di un quadrilione di tonnellate di diamanti nascosti all'interno della Terra. Ma è improbabile che i nuovi risultati scatenino una corsa al diamante. I preziosi minerali sarebbero sepolti a più di 100 miglia sotto la superficie, una profondità impossibile da raggiungere. I dati rivelano che le radici cratoniche possono contenere da 1 al 2% di diamante. Considerando il volume totale delle radici cratoniche nella Terra, la squadra di ricercatori calcola che circa un quadrilione di tonnellate di diamanti sono sparsi all'interno di queste antiche rocce, situate a una profondità compresa da 90 a 150 miglia.

Un suono anomalo

Ulrich Faul,(2) (3) ricercatore presso il Dipartimento di Scienze della Terra, Atmosferiche e Planetarie del MIT, e i suoi colleghi sono giunti alla loro conclusione dopo aver sconcertato un'anomalia nei dati sismici. Negli ultimi decenni, agenzie come la United States Geological Survey hanno tenuto registrazioni globali di attività sismica - essenzialmente, onde sonore che viaggiano attraverso la Terra provocate da terremoti, tsunami, esplosioni e altre fonti di scuotimento del terreno. I ricevitori sismici di tutto il mondo raccolgono onde sonore da tali sorgenti, a varie velocità e intensità, che i sismologi possono utilizzare per determinare dove, ad esempio, è nato un terremoto.

I virus nelle profondità degli oceani producono nutrienti per la catena alimentare

Se negli oceani ci sono le creature marine, il merito è anche dei virus che, infettando il plancton, rimettono in circolo i nutrienti per l’ecosistema

Una ricerca italo-spagnola che coinvolge l’Ismar-Cnr, pubblicata su Science Advances dimostra che negli oceani profondi le infezioni virali del plancton rilasciano ogni anno 140 gigatonnellate di carbonio organico fresco per la catena alimentare dell’ecosistema.

I risultati aiuteranno a migliorare le stime del ciclo globale del carbonio sulla terra, utili per la comprensione dei cambiamenti climatici

Se le profondità degli oceani continuano ad essere popolate da pesci e altre creature marine, il merito è anche dei virus che, infettando il plancton, rimettono in circolo nutrienti essenziali per la catena alimentare dell’ecosistema. A sostenerlo è uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances realizzato da un team di ricerca italo-spagnolo che coinvolge l’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Ismar-Cnr) e l’omologo spagnolo Institut de Ciències del Mar del Consejo Superior de Investigaciones Científicas (Icm-Csic).

“La ricerca è basata sull’analisi di oltre mille campioni di acqua raccolti, dalla superficie fino alla profondità di 4.000 metri, lungo gli oceani Atlantico, Pacifico e Indiano nel corso di una spedizione scientifica condotta nel 2010 e finanziata dal Csic chiamata 'Malaspina Expedition' e che ricalca l’omonima spedizione di circumnavigazione del globo condotta da Alessandro Malaspina alla fine del 1700”, spiega Gian Marco Luna, ricercatore Ismar-Cnr di Ancona e coautore dello studio.

“Abbiamo dimostrato che i virus degli ambienti profondi, di cui finora si conosceva poco, sono in grado di predare il plancton microbico molto più attivamente di quanto ritenuto. Si stima che nell’oceano globale questi virus infettino ogni secondo centinaia di triliardi di microrganismi del plancton (un triliardo corrisponde a mille miliardi di miliardi).

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