Clima

La Nasa avverte che El Niño si farà sentire

El NiñoDopo circa 15 anni di osservazioni utilizzando satelliti, la NASA ha concluso che El Niño colpisce numerosi sistemi interconnessi sulla Terra.

Quali cambiamenti minacciano il pianeta?

L’impatto di El Niño si farà sentire nella distribuzione delle precipitazioni nella troposfera, il luogo della vita (tutte le piante e tutti gli esseri umani vivono in essa, utilizzando alcuni dei gas che la costituiscono, come ossigeno, azoto, anidride carbonica, vapore acqueo), secondo quanto riportato dal sito web della NASA.

Il pianeta subirà gli effetti di ElNiño, il più forte dal 1997-1998, che attualmente si manifesta nella fascia equatoriale orientale dell’Oceano Pacifico.

I nuovi risultati presentati Martedì dall’ente spaziale americano, dimostrano che fiumi atmosferici (strette strisce di umidità nell’atmosfera che sono importanti fonti di pioggia), hanno la tendenza a intensificarsi con El Niño, e quest’anno probabilmente può causare più precipitazioni in California, che parzialmente potrebbe alleviare la grande siccità. Questi fiumi atmosferici muovono l’acqua dagli oceani tropicali alle aree territoriali di medie latitudini.

El Nino raggiunge adesso la sua massima potenza. Il fenomeno del 2015, dopo il ritardo del 2014, si è presentato in tutto il suo fulgore ed è molto simile per intensità a quello del 1997.

Secondo Bernie Krause i suoni della natura si stanno spegnendo

Bernie KrauseSecondo lo scienziato Bernie Krause, che da 50 anni registra paesaggi sonori naturali, le voci della natura e degli animali si starebbero dissolvendo.

In mezzo secolo di registrazioni sonore della natura e degli animali, lo studioso di bioacustica Bernie Krause ha visto molti ambienti radicalmente alterati dagli esseri umani. Troppi.

A volte, paradossalmente, a causa di pratiche ritenute sicure per l’ambiente. Documentando la progressiva dissolvenza degli habitat uditivi, Krause lancia un grido di allarme sullo stato di salute della biodiversità: “Il fragile tessuto del suono naturale è dilaniato dal nostro bisogno apparentemente sconfinato di conquistare l’ambiente piuttosto che trovare un modo per conviverci in armonia”.

Il vento tra gli alberi, il cinguettio degli uccelli, i suoni impercettibili delle larve di insetti, l’intero ecosistema secondo Krause starebbe diventando più silenzioso, come testimonia il suo immenso archivio con oltre 5mila ore di registrazioni e 15mila microrganismi identificati in 1200 località. In una recente intervista al National Geographic, lo scienziato racconta che “l’orchestra naturale sta perdendo non solo il volume ma anche gli strumentisti”.

Clima: In 6 anni oltre 157 mln migranti climatici

Dal 2008 al 2014, oltre 157 milioni di persone sono state costrette a spostarsi per eventi meteorologici estremi. Tra le cause che costringono famiglie e comunità ad abbandonare le proprie abitazioni ci sono soprattutto tempeste e alluvioni.

Tra il 2008 e il 2014, secondo l'organizzazione non governativa IDMC (Internal Displacement Monitoring Centre), queste hanno rappresentato l'85% delle cause, seguite dai terremoti. Sempre l'IDMC ha calcolato che oggi le persone hanno il 60% per cento in più di probabilità di dover abbandonare la propria casa di quanto non ne avessero nel 1975. I dati sono contenuti nel rapporto “Migrazioni e cambiamento climatico” a cura di CeSPI, FOCSIV e WWF Italia pubblicato alla vigilia della COP di Parigi.

Aumento delle temperature dell'aria e della superficie dei mari, cambiamento delle precipitazioni (frequenza, intensità); innalzamento del livello dei mari causato dalla fusione dei ghiacci; eventi “regionali” come Nino e monsoni asiatici stanno portando all'intensificazione della competizione tra popolazioni, Stati e imprese per il controllo e l'utilizzo delle risorse naturali che potrebbe causare conflitti e quindi provocare migrazioni forzate.

Lo scenario estremo dell'ultimo rapporto dell'IPCC prevede entro il 2100 un incremento dell'innalzamento del livello dei mari di 98 centimetri.

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