Genetica

Giardini nello spazio

Giardini nello spazioIl laboratorio botanico di Miami assicura che ci sono 106 varietà di piante che potrebbero crescere bene al di fuori della Terra.

Non è facile avere piante nello spazio. Senza gravità i semi fluttuano, l'acqua si agglutina in goccioline mentre la luce artificiale e l'aria devono essere regolate con precisione per riprodurre il sole e il vento. Tuttavia, per la NASA, avere giardini nel cosmo è cruciale per il suo programma spaziale.

I futuri esploratori spaziali, nel corso delle loro missioni, dovranno nutrirsi per diversi mesi, a volte anni, sulla Luna o su Marte, e nei prodotti liofilizzati alcuni nutrienti essenziali, come le vitamine C e K, scompariranno col tempo. Se gli astronauti sono privati di questi componenti, aumenta il rischio di sviluppare infezioni, cancro, malattie cardiache o cattiva circolazione sanguigna.

In questo contesto, l'agenzia spaziale statunitense si è rivolta a botanici e giardinieri, in maggioranza giovani scolari, per fare alcuni esperimenti.

“Ci sono decine di migliaia di piante commestibili sulla Terra che potrebbero essere utili, ma non è facile sapere quali sono le migliori con le quali potrebbero cibarsi gli astronauti”, spiega Carl Lewis, direttore del Fairchild Tropical Botanic Garden, in Florida. “È qui che entriamo in gioco”, aggiunge.

Il DNA da colture OGM può essere trasferito nelle persone che li mangiano

Mela DNAIn un nuovo studio pubblicato nella Public Library of Science (PLOS) peer reviewed,(1) i ricercatori sottolineano che ci sono prove sufficienti che i frammenti di DNA derivati dal cibo, trasportino geni completi che possono entrare nel sistema di circolazione umano attraverso un meccanismo sconosciuto.

Mi chiedo se gli scienziati di queste società biotech abbiano già identificato questo metodo.

In uno dei campioni di sangue la concentrazione relativa del DNA della pianta è superiore al DNA umano. Lo studio si è basato sull’analisi di oltre 1000 campioni umani provenienti da quattro studi indipendenti. PLOS è un diario scientifico di libero accesso, e rispettato all’unisono che copre la ricerca primaria delle discipline nell’ambito della scienza e della medicina. È bello vedere questo studio pubblicato su di esso, a conferma di ciò che molti sospettano da anni.

Quando si tratta di colture e alimenti geneticamente modificati, non abbiamo davvero idea di quali saranno gli effetti a lungo termine sul pubblico. La primissima vendita commerciale di alimenti geneticamente modificati fu solo venti anni fa, nell’anno 1994.

Non è possibile che le nostre autorità sanitarie possano testare tutte le combinazioni possibili su una popolazione abbastanza numerosa, per un periodo di tempo sufficientemente lungo da poter dire con certezza che sono innocui.

In Mongolia le capre da cashmere vengono create con la clonazione

Clonazione capre da cashmereUn capro geneticamente modificato ha generato decine di piccoli capretti. Si prevede un grande miglioramento nella qualità e nella produzione di lana cashmere.

La scorsa settimana, la prima capra da cashmere clonata ha generato più di 12 piccoli capretti e molti di più sono in arrivo.

Lo afferma la compagnia Zhongke Zhengbiao Biotech, con un centro di ricerche a Bayannur, nella Mongolia interna.

La capra (o meglio: il caprone), era stato clonato (e geneticamente modificato) per produrre una lana più fine e più soffice.

Esso è stato poi unito a diverse capre femmine (nate in modo naturale), che hanno generato decine di piccoli capretti, tutti in ottima salute.

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