Tecnologia

Messo a punto il prototipo dell'auto volante. Costerà una fortuna

Terrafugia prototype flying carL'ha realizzata l'americana Terrafugia Inc. e il prototipo sta ultimando le varie prove di volo e su strada per ottenere la certificazione dalla Federal Aviation Administration e poter essere consegnata ai clienti.

Il sogno di volare l'abbiamo sempre avuto, il sogno di avere una sorta di "DeLorean" volante come nella celebre saga di Ritorno al futuro anche, ma il costruttore americano Terrafugia Inc. l'auto volante l'ha costruita davvero e adesso afferma che il prototipo ha completato la prima delle sei fasi di test di prova.

Le sei fasi di prova sono appunto l'aspetto più difficile, le deve superare tutte per avere la certificazione dalla Federal Aviation Administration, certificazione necessaria per la vendita. La Woburn, società del Massachusetts che ha condotto le prove di volo all'aeroporto di Plattsburgh nello stato di New York, ha affermato che i test hanno riguardato la guida con accensione e spegnimento, la stabilità del veicolo, il raffreddamento del motore che determina le migliori regolazioni dell'elica per le varie condizioni di volo. Il prototipo è inoltre sottoposto a una serie di test guida su strada. Queste operazioni sono destinate a dare ai viaggiatori l'opzione - a seconda delle condizioni - per volare o guidare verso le proprie destinazioni. Le ali del veicolo si spiegano e si ripiegano di fianco alla fusoliera quando l'auto volante corre sulla strada. Il nome attribuito gli è "Terrafugia Transition" ed è più simile ad un aereo che non ad un'auto ma senza dubbio è il veicolo che più si avvicina all'idea di "auto volante".

Le nanotecnologie militari: un fenomeno a dir poco inquietante

Insetto droneÈ l'ultimo "giocattolino" dell'esercito americano, già in produzione. Un insetto drone, controllabile a grande distanza e dotato di telecamera, microfono e siringa.

Secondo le autorità è in grado di prelevare DNA o iniettare dispositivi RFID di localizzazione nella persona-obiettivo, provocando una sensazione di dolore quasi impercettibile, paragonabile a quello provocato dalla puntura di una normalissima zanzara.

Ovviamente gli utilizzi a cui potrebbe essere destinato dai servizi segreti sono molteplici: può essere utilizzato come spia, essendo dotato di telecamera e microfono, ma anche come "silenzioso sicario", iniettando nella vittima prescelta, al posto del chip RFID uno dei potentissimi veleni disponibili nel mercato, in grado di provocare arresti cardiaci, facendo pensare a un decesso naturale.

La "zanzara drone" può penetrare in una villa sorvegliatissima, eludendo guardiani e sistemi di allarme, passando a fianco degli addetti alla sorveglianza, penetrando attraverso una finestra o una semplice fessura, per poi magari essere "parcheggiata" sopra un armadio fino a quando la vittima non se ne va a dormire, pungerla e abbandonare l'ambiente senza lasciare traccia e destare sospetti.

Le tecnologie militari sono avanzatissime, ed è obbligatorio considerare che la maggioranza di queste sono mantenute segrete.

Il Vaticano attua un sistema di controllo degno di Orwell

VaticanoDi recente, nella palazzina della Gendarmeria hanno costruito quattro nuove celle, come se, dopo il “corvo” Paolo Gabriele, in gabbia debbano finirci altri suoi complici. Vale la pena rivelare, in una indagine che per vari motivi è destinata al binario morto, l’uso della tecnologia più avanzata per seguire in tempo reale tutti gli spostamenti del maggiordomo del papa, e non solo i suoi, dentro e fuori il Vaticano. Dove, dal 2007 è in vigore un sistema di controllo molto capillare su chi ci vive, su chi ci lavora e su chiunque ci entri per qualunque altro motivo.

Un sistema di controllo degno di Orwell. La faccenda è molto poco nota, ma merita un approfondimento. Ai tempi di papa Wojtyla il cardinale Edmund Kasimir Szoka, allora presidente del Governatorato, introdusse nuove norme per la circolazione all’interno del Vaticano. Norme che vietavano a qualsiasi veicolo l’attraversamento dello Stato. Per esempio, se si voleva andare dalla sede dell’Osservatore Romano alle Comunicazioni Sociali non si poteva più farlo percorrendo il territorio vaticano, ma si doveva uscire dal minuscolo Stato passando per Porta Sant’Anna e rientrando per l’ingresso del Perugino dal lato della Porta Cavalleggeri. La misura venne presa perché durante la sua ora quotidiana di jogging il cardinale Szoka aveva rischiato di essere investito da un’auto.

Il provvedimento, però, irritò molto l’allora cardinale segretario di Stato Angelo Sodano, tanto che con un gruppo di monsignori e vari dipendenti un giorno forzò il blocco sfidando i gendarmi. Da qual giorno i due cardinali cominciarono a odiarsi (ammesso che non si odiassero già prima…).

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