Oculistica

La retina su chip per studiare le malattie degli occhi

La retina su chip per studiare le malattie degli occhi

La nuova tecnologia, che ricrea una complessa parte della retina umana, può aiutare gli scienziati a studiare le patologie degli occhi e lo screening degli effetti collaterali provocati dai farmaci che danneggiano l'occhio.

Lo sviluppo di un retina-on-a-chip, che combina cellule umane viventi con un sistema simile a un tessuto artificiale, è stato descritto nella rivista ad accesso aperto eLife. (1) Questo strumento all'avanguardia può fornire un'utile alternativa ai modelli esistenti per lo studio delle malattie degli occhi e consentire agli scienziati di testare gli effetti dei farmaci sulla retina in modo più efficiente.

Molte malattie che causano la cecità danneggiano la retina, un sottile strato di tessuto nella parte posteriore dell'occhio la cui funzione è quella di aiutare a raccogliere la luce e a trasmettere informazioni visive al cervello. La retina è anche vulnerabile agli effetti collaterali dannosi dei farmaci usati per trattare altre malattie come il cancro. Attualmente, gli scienziati spesso fanno affidamento su animali o organoidi della retina, minuscole strutture simili alla retina coltivate da cellule staminali umane, per studiare le malattie degli occhi e gli effetti collaterali dei farmaci.

Per la prima volta un robot esegue una chirurgia oculistica assistita nell'uomo

Chirurgia oculistica eseguita da un robotLa medicina, una delle aree in cui l'area della robotica ha avuto importanti progressi, ha appena segnato un nuovo passo nell'evoluzione tecnologica grazie a un gruppo di ricercatori dell'Università di Oxford(1) che ha annunciato la prima procedura di successo in una operazione chirurgica alla retina assistita da un robot. Questo studio è stato pubblicata da Nature.(2)

Il metodo, eseguito dopo due anni di test e che ha coinvolto 12 pazienti assegnati metà alla chirurgia convenzionale e l'altra metà al robot, aveva lo scopo di rimuovere una membrana dalla parte posteriore dell'occhio. Quindi, usando il robot, il chirurgo è stato in grado di eseguire la procedura con efficacia uguale o migliore rispetto all'approccio manuale tradizionale. Già nella seconda fase dello studio, il team ha utilizzato il robot per inserire un ago sottile sotto la retina per dissolvere il sangue in tre pazienti con degenerazione maculare legata all'età. Di conseguenza tutti hanno sperimentato un miglioramento della loro visione.

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