Abbinamenti alimentari

Mangiare carne, un'abitudine che deve far riflettere

CostateQualcuno rivendica la naturalezza del mangiar carne tirando in causa l'uomo primitivo e il nostro essere 'onnivori', ma è davvero così? Andrea Romeo ci spiega di come mangiamo innanzitutto con le parole della nostra cultura. Quest'ultima gioca un ruolo fondamentale nell'acquisizione e accettazione di certe pratiche, come quella di mangiare alcuni animali e non altri.

Quo usque tandem abutere, homo, patientia nostra? (Fin quando abuserai, o uomo, della nostra pazienza?)

Alfred Korzybsky era uno scienziato e filosofo polacco, famoso per aver sviluppato la teoria della general semantics (o semantica generale) secondo cui l'essere umano è limitato dalla struttura del suo sistema nervoso e da quella del suo linguaggio. Una visione sicuramente strutturalista che, seppur abbia dei limiti in quanto circoscrive fortemente ogni fattore 'decisionale' e 'l'autonomia' del 'soggetto' all'interno di un sistema strutturato, in generale porta con sé ineluttabili verità.

La prova che la teoria di Korzybsky sia corretta può essere infatti dipinta attraverso un famoso aneddoto che vede come protagonisti lo stesso filosofo polacco durante una sua lezione ed i suoi studenti. L'aneddoto viene riportato sia sul sito di Wikipedia italiano che su quello inglese alla voce relativa al personaggio in questione, per cui ricopio lo stesso dal sito italiano:

Ricette di Verdure Squisite per tutti i gusti

Ricette di Verdure Squisite - LibroRicette - Curiosità - Approfondimenti

Cosa metto in tavola? Originali ricette di verdure per ogni stagione

I colori della vita: giallo rosso e blu per restare giovani.

“Esistono alcune malattie che si curano solo con l’alimentazione”: l’insegnamento di Ippocrate, spesso dimenticato, sta ritornando attuale. E le verdure sono un alimento salutare, che contiene buone quantità di proteine e carboidrati e pochi grassi; mangiate fresche, stufate o cotta al vapore, contengono un’alta quantità di vitamine, minerali e fibre; mentre gustate crude risultano spesso più digeribili.

Attraverso veloci e semplici ricette, questo volume vi aprirà alla conoscenza dei principi e dei valori nutrizionali e salutistici di tutte le verdure.

Spesso si crede di sapere tutto o quasi sugli ortaggi, invece ogni giorno la scienza scopre nuovi principi attivi e sinergie contenute nei vegetali, tali da renderli anche componenti principali di farmaci importanti.

Ecco perché, oltre a ricette gustose e a spunti e varianti salutistiche, nel testo troverete tanti approfondimenti sull’utilizzo delle verdure non solo per cucinare, ma anche per curarsi in modo naturale ed assolutamente economico.

Come riconoscere e curare la ritenzione idrica

Ritenzione idricaLa ritenzione idrica è un fenomeno molto diffuso tra le donne, ed indica la tendenza a trattenere i liquidi nell’organismo. Non si tratta semplicemente di un inestetismo della pelle, alla lunga, infatti, questo disturbo può causare anche gravi patologie come l’insufficienza renale. Si stima che in Italia colpisca il 30% delle donne.

I fattori scatenanti della ritenzione idrica possono essere diversi, come infiammazioni, disfunzioni cardiache o renali, tuttavia, nella maggior parte dei casi il principale responsabile è lo stile di vita poco corretto. Il ristagno dei liquidi, generalmente è superiore nelle zone predisposte all’accumulo di grasso (addome, cosce e glutei).

Ritenzione idrica sintomi

Il sintomo principale della ritenzione idrica è l’edema, si tratta di un rigonfiamento anomalo causato dal ristagno dei liquidi, che a sua volta è legato alla cattiva circolazione sanguigna. Inoltre, insieme a questi liquidi, ristagnano anche numerose tossine che alterano il metabolismo cellulare.

Erroneamente molte donne credono che il proprio sovrappeso sia una diretta conseguenza della ritenzione idrica, piuttosto è vero il contrario, e cioè che è il sovrappeso a rallentare la diuresi e a favorire la ritenzione idrica. Per verificare l’effettiva presenza del disturbo, basta premere con forza il pollice sulla coscia per qualche secondo. Se dopo aver tolto il dito rimane ben visibile l’impronta, probabilmente soffriamo di ritenzione idrica.

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