Violenze agli animali

L’odiosa “caccia in scatola”

Foto ricordo...Nei paesi africani nei quali è consentita la caccia, il turismo collegato ad essa funziona a piena velocità. Il Sudafrica offre accanto al tradizionale trofeo di caccia una variante ancora più crudele: il “canned hunting” ovvero la caccia in scatola (in pratica una caccia da dietro un recinto), in cui gli animali vengono serviti ai loro cacciatori su un piatto d'argento.

Ian Michler è uno studioso di scienze naturali sudafricano che vuole informare il pubblico e le autorità su una fiorente sottospecie del trofeo di caccia, tanto in voga in Africa: la caccia in scatola, finalizzata principalmente alla fauna selvatica e in particolare al re degli animali, al leone.

La Protezione Svizzera degli Animali (PSA) ha incontrato Ian Michler per capire cosa è e come funziona questa pratica.

“La caccia in scatola è totalmente diversa dal trofeo di caccia o dalla caccia grossa tradizionale. Nella caccia tradizionale, che i cacciatori considerano equa, gli animali braccati in natura sono in movimento e hanno una minima possibilità di scamparla. Pertanto, il cacciatore non ha alcuna garanzia di portarsi a casa un trofeo. Al contrario, nella caccia in scatola il cacciatore ha la certezza del trofeo”.

Gli animali utilizzati per la caccia in scatola sono nati e allevati in cattività. In tal modo le leonesse restano sempre e presto gravide e partoriscono continuamente cuccioli che sono tolti subito dopo la nascita alle loro madri e svezzati da persone.

In Italia allevamenti di gatti destinati al macello

GattoGira un comunicato stampa dall’Aidaa, associazione italiana difesa animali e ambiente. La notizia è stata pubblicata da Repubblica senza alcuna verifica.

La stessa associazione denunciò episodio di ‘zoofilia’ mesi fa, che non trovarono poi alcun riscontro.

Secondo l’associazione lo scorso anno:

“in Italia sono stati uccisi 6-7.000 Gatti che sono stati poi cucinati, e non stiamo parlando di ristoranti asiatici, ma di italiani, che specialmente nelle provincie di Brescia, Cremona, Vicenza, Verona ma anche nel milanese e nella zona tra Parma e Reggio Emilia in alcuni casi organizzano dei veri e propri pranzi a base di gatto con la presenza anche di 20-30 persone.

Ovviamente tutto questo avviene quasi sempre di nascosto anche perché in Italia uccidere e mangiare un gatto o un cane è un reato punibile con il carcere ai sensi dell’articolo 544 del codice penale”.

Non crediamo a questi numeri. Per un motivo molto semplice: sono talmente grandi, che se ne avrebbero strascichi giudiziari evidenti.

Ad esempio, se Aidaa ha ricevute segnalazioni reali su vicende precise, perché non presenta regolare denuncia?

La cavezza antisucchio: un'altra mostruosa invenzione dell'industria del latte

Cavezze antisucchioIn questo video potete vedere un piccolo vitello al quale è stata applicata la cosiddetta “cavezza antisucchio”, un dispositivo comunemente utilizzato in zootecnia che viene fissato al naso dei vitelli in modo che qualsiasi tentativo di succhiare dalla madre il latte (come ogni bimbo di qualsiasi specie mammifera farebbe) venga meccanicamente impedito e tutto ciò affinché non ne possano beve il latte, perché destinato ai “consumatori”.

Nel sistema continuo di produzione del latte la nascita di un vitello maschio è assimilabile per l'allevatore ad una "tragedia" in termini economici, ed in termini reali per la vita del piccolo vitello.

Così, nutriti artificialmente per qualche mese in minuscoli box (tali da consentirgli il minimo movimento possibile in modo tale che la carne risulterà poi più tenera), tutti i nati maschi, verranno infine condotti, dopo poco tempo, in un macello per essere assassinati e fatti irriconoscibili a pezzi (diventando ”vitella da latte” per macellerie).

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