Apprendimento

Come il cervello apprende le lingue

La predisposizione nei confronti dell'apprendimento delle lingue dipende dalla struttura del cervello. È coinvolto l'emisfero dominante sinistro

Sono stati fatti molti studi per capire come mai il cervello di alcune persone apprende più facilmente le lingue mentre altri faticano.

Sembra che nel mondo vi siano più di 6.000 lingue. Nel XIX secolo Paul Broca fu il primo a sostenere l'esistenza di un'asimmetria funzionale tra gli emisferi cerebrali dell'uomo e a ritenere che, nella maggioranza degli individui, l'emisfero sinistro presiede alla facoltà del linguaggio articolato.

Seguirono altre ricerche, utilizzando soprattutto l'osservazione di pazienti affetti da lesioni di uno o dell'altro emisfero cerebrale. Inoltre si sa che L'abilità di comprendere il linguaggio è una caratteristica della nostra specie. Le aree specifiche del linguaggio sono situate nell'emisfero dominante (sinistro) e comprendono:

l'area corticale anteriore di Broca

l'area corticale posteriore di Wernicke

l'area corticale superiore

Tuttavia, all'elaborazione del linguaggio partecipano anche altre aree come le aree associative parietali di sinistra. Le ricerche hanno evidenziato che in genere la lingua madre ha una rappresentazione corticale più centrale nell'emisfero dominante sinistro, mentre le altre lingue hanno una rappresentazione corticale più estesa rispetto alla prima lingua.

Semplici consigli per aumentare l'apprendimento

ApprendimentoUn breve sonno, un po’ di studio, un altro pisolino.

È il ritmo non dello studente pigro, ma di chi ricorderà meglio la lezione.

Il sonno è infatti un facilitatore del consolidamento della memoria, come spiega Susanne Diekelmann(1), neurobiologa dell’Università di Tubingen,(2) in Germania, in un articolo pubblicato su Frontiers in System Neuroscience.(3)

Due sono le teorie che spiegano questa funzione del sonno: le nuove acquisizioni sono riattivate e riorganizzate durante il sonno, così che risultano potenziate; tutte le connessioni sinaptiche sono depotenziate mentre si dorme, tranne quelle dovute alle nuove acquisizioni, così che queste risultano in qualche modo «spiccare» sulle altre.

Adesso la ricerca si sta orientando verso lo studio di possibili manipolazioni della riattivazione dei ricordi durante il sonno, attraverso l’uso degli odori o di stimoli acustici di richiamo della memoria.

Il disegno «fissa» le lezioni più del computer

Se un testo è accompagnato da foto e disegni è più facile impararlo e l’utilizzo degli strumenti multimediali consente di associare utilmente testo e immagini, ma resta centrale il livello di attenzione dello studente: «Nella nostra pratica di insegnamento abbiamo notato che gli studenti, mentre utilizzavano immagini interattive computerizzate di tessuti biologici, non le osservavano con attenzione — ha dichiarato un gruppo di ricercatori olandesi, guidati da Monique Balemans, in un articolo su Anatomical Sciences Education.(4)

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