Povertà

In Sud Italia avere una un posto di lavoro è ormai diventato un sogno

DisoccupazioneIl Mezzogiorno rischia la «desertificazione industriale»: 1,3 milioni di persone emigrate in dieci anni

È un Mezzogiorno a rischio desertificazione industriale e segregazione occupazionale, dove i consumi non crescono da quattro anni, la disoccupazione reale supera il 25% e lavora meno di una giovane donna su quattro.

E il quadro drammatico che emerge dal Rapporto Svimez 2012, l'associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno.

SEGREGAZIONE - «Non è esagerato oggi parlare di vera e propria segregazione occupazionale delle donne, che nel Mezzogiorno scontano una precarietà lavorativa maggiore sia nel confronto con i maschi del Sud sia con le donne del resto del Paese», spiega il rapporto.

«Se da un lato la quota di donne meridionali occupate con un contratto a tempo parziale (27,3%) è inferiore di quasi 3 punti rispetto a quella del Centro-Nord (29,9%), dall'altro l'aspetto più allarmante è che il 67,6% di queste lavora part-time perchè non ha trovato un lavoro a tempo pieno». Il dato forse più rilevante è testimoniato dall'inattività, che riguarda ormai due donne meridionali su tre.

In Italia pensionati ridotti alla fame dal fisco

Clicca per ingrandire Pensionati “pignorati” da Equitalia. Gente che si è indebitata, spesso commercianti con attività fallite, che si ritrova l’intero conto corrente sequestrato dalla concessionaria della riscossione dello Stato. Non un quinto della pensione, ma l’intero conto corrente.

Il che significa non avere, letteralmente, nessun tipo di entrata neanche per mangiare e pagare le bollette. O hai un parente e un amico che ti aiuta, o salti i pasti. Adiconsum Pesaro racconta la storia di uno di questi pensionati che si è ribellato e ha ottenuto una mezza vittoria: conto corrente di nuovo disponibile, ma nessun risarcimento.

“Il signor Bruno (nome di fantasia) — si legge nella ricostruzione fatta da Claudio Blasi, responsabile provinciale Adiconsum — è un pensionato, ex rappresentante di commercio, che ha chiuso la sua attività accumulando debiti con Inps e lo Stato, debiti che ora Equitalia, vuole riscuotere. Ma Bruno non è in grado di pagare. Nello scorso novembre Equitalia, come un elefante in un negozio di cristallerie, chiede il pignoramento dell’unico conto corrente bancario di cui Bruno è titolare e in cui affluisce la pensione, complice anche la recente manovra “Salva Italia” che, per ragioni di tracciabilità, costringe i pensionati a far transitare sul conto corrente l’intera pensione”.

Monti ammette che le sue scelte hanno portato l'Italia in recessione

Mario MontiIl prof Monti ha finalmente ammesso, di fronte ad un’ineludibile evidenza, che la sua azione di governo ha consapevolmente portato l’Italia in recessione, aggiungendo che questo era necessario.

Sì, ma per chi?

Sin dal suo insediamento a Palazzo Chigi noi, consci che non sono i sacrifici a far paura se c’è la percezione che servano effettivamente a rimettere il Paese in carreggiata, lo invitammo ad ignorare il falso problema dello spread, che dipende solo per il 20 % dal sistema-Italia e per il resto dall’euro e dall’Europa, per concentrarsi su misure per il rilancio dell’economia e dell’occupazione, nonché per l’ammodernamento dell’Italia culla di privilegi, di sprechi e di corruzione dilagante.

Ed invece no, il prof si è limitato solo ad inasprire le tasse esistenti ed a liberare una perfida, ancorché fertile immaginazione, per inventare nuove tasse, oboli e balzelli, portando la pressione fiscale dal 43 al 56 % abbondante in meno di 10 mesi. Ed ora noi ci domandiamo che fine abbia fatto l’enorme gettito fiscale che tra manovre last-minute del governo esautorato e quelle varate da Monti supera i 130 miliardi.

Dove sono finiti questi soldi, visto che nel frattempo il debito è aumentato di quasi 5 punti di Pil, una settantina di miliardi, e che se non si inverte il trend anziché ridursi continuerà a crescere al ritmo di 2700 € al secondo, ovvero 162mila euro al minuto, 9,7 milioni l’ora, 233 milioni al giorno, 85 miliardi l’anno, mentre l’economia va a rotoli ed a crescere sono solo la disoccupazione e l’incertezza per il futuro?

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