Povertà

La maggior parte degli italiani possono permettersi di mangiare solo la pasta

Piatto vuotoLa crisi c'è e gli italiani se ne sono accorti da tempo. Ma che abbiano scelto di rinunciare al buon cibo -e soprattutto ad una dieta equilibrata- pur di risparmiare, se lo aspettavano in pochi. Nel 2011, secondo i dati Istat, gli italiani hanno diminuito le spese alimentari. La spesa media mensile per famiglia, che oltre al cibo concerne anche altri beni di prima necessità, è pari a 2.488 euro (+1,4% rispetto all’anno precedente), ma il 35,8% ha diminuito la quantità e, peggio ancora, la qualità dei prodotti alimentari acquistati rispetto al 2010.

Gli italiani, dunque, non solo mangiano di meno, ma anche male.

Stando ai dati Istat, nonostante la crescita della spesa mensile, in Italia si comprano meno alimenti, risultano in contrazione, su tutto il territorio nazionale, le spese destinate all’abbigliamento e alle calzature, mentre crescono le quote di spesa destinate all’abitazione (dal 28,4% al 28,9%) e ai trasporti (dal 13,8% al 14,2%).

La situazione non è la stessa e varia di regione in regione: la Lombardia detiene il record per la spesa media mensile più elevata (3.033 euro), seguita dal Veneto (2.903 euro). In ultima posizione troviamo, anche nel 2011, la Sicilia che, con una spesa media mensile di 1.637 euro, vede aumentare il divario dalla regione con la spesa più elevata (circa 1.400 euro).

In Italia ogni giorno chiudono i battenti 1.626 attività

100Congelati anche i crediti che le imprese vantano con la Pubblica amministrazione: un tesoro da 70 miliardi

L'emergenza dei mancati pagamenti alle imprese assume connotazioni drammatiche, l'allarme è rosso: nei primi cinque mesi del 2012 sono cresciuti del 47 per cento. Il risultato? Le aziende non incassano più, le fatture da pagare restano chiuse nel cassetto.

Il quadro è tratteggiato da un'indagine di Unimpresa che individua tre ragioni in particolare: il crollo dei consumi, la stretta ai prestiti bancari e i crediti della Pubblica amministrazione congelati.

Gli effetti della cura Monti continuano a pesare anche sulle imprese, che schiacciate in un quadro recessivo e costrette a subire un'altissima pressione fiscale, giorno dopo giorno stanno morendo. Secondo quanto rivelato dalla Cgia di Mestre venerdì, nei primi tre mesi di quest'anno hanno chiuso i battenti 146.368 imprese, ovvero 1.626 imprese al giorno.

Quadro omogeneo - L'indagine di Unimpresa sui pagamenti ritardati è stata condotta incrociando i dati delle 130mial associate raccolti nelle 60 sedi sul territorio nazionale, con le informazioni prese da alcune basi dati pubbliche e private.

Lo studio mette in evidenza un quadro omogeneo in tutta Italia, con una crescita delle percentuale dei mancati pagamenti poco più alta al Mezzogiorno (49,4%) rispetto al Centro-Nord (45,3%). Per quel che riguarda i settori economici, al vertice della graduatoria c'è l'edilizia, poi il commercio, quindi l'artigianato, la piccola industria e l'agricoltura.

Fame in Grecia, che presto arriverà pure in Italia

Fame in GreciaUna Collettività in cui i Candidati alle cariche pubbliche devono rincorre il consenso popolare facendo promesse non mantenibili per cercare di ottenere una maggioranza di governo si mette invariabilmente sulla strada di una spesa pubblica sempre più crescente ed incontrollata. Al deficit consegue un innalzamento del debito pubblico, che aumenta fuori da ogni possibile controllo, e che alla fine diventa non più a lungo gestibile.

Esaurite le risorse e persa ogni credibilità, il sistema implode. A quel punto tutto è perduto, e, diciamolo francamente, da sprovvidi.

La conseguenza dell’interventismo dello stato in economia ha un unico sbocco finale: la fame. Quella vera.

Lo abbiamo constatato con l’implosione del comunismo nell’ex Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche ed adesso lo constatiamo nuovamente con la morte della “società dei diritti” europea.

EccoVi un reportage fotografico dalla Grecia.

Siamo perfettamente consci che la parte finale del titolo del post «presto in Italia» indignerà un buon numero di persone, che hanno una fede incrollabile nella vittoria finale, e che reputano causa dell’attuale situazione tutti tranne che loro stessi.

Siamo anche consci che c’è una larga parte di persone che non credono neppure a ciò che vedono i loro occhi.

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