Banche

L'eliminazione del denaro contante è un progetto Ebreo

L'eliminazione del denaro contante è un progetto Ebreo

Un nostro caro lettore ci ha inviato un commento in merito all'articolo Bilderberg 2015: guerra segreta al denaro contante. Si trattta di informazioni importanti che noi abbiamo ritenuto opportuno pubblicarle come articolo.

Marx, ebreo "buono" in quanto diversamente dagli ebrei che stanno tirando le fila che hanno finanziato lo sterminio dei loro simili, ci ha messo la faccia avvertendo di questo.

Infatti ha ben descritto nel Capitale circa la natura universale del danaro (Libro I Capitolo 3°).

In sintesi l'obiettivo è la Moneta Unica che però non poteva sapere sarebbe stata dematerializzata.

Il punto è che il Danaro non è solo mezzo di pagamento ma anche:

  1. riserva di Valore, che rende relativamente liberi;
  2. equivalente di Valore;
  3. misura del Valore e quindi del Lavoro;
  4. all'occorrenza mezzo di controllo.

Il governo italiano elargisce al Vaticano 6 mld di euro

Papa FrancescoAi cittadini viene chiesto, sempre più spesso, di fare sacrifici per far quadrare il bilancio dello Stato. Eppure, nonostante la crisi delle finanze pubbliche, il Governo continua a regalare 6 miliardi l’anno al Vaticano, tra fondi pubblici ed esenzioni.

Ecco tutti i privilegi riservati alla Chiesa Cattolica e denunciati dalla Uaar sul sito icostidellachiesa.it.

L’Uaar parte dall’assunto che le religioni (tutte) dovrebbero essere sostenute da chi le professa. Ciò non accade, quantomeno in Italia, grazie a un numero considerevole di leggi e normative emanate in favore delle comunità di fede. Nessuno è al corrente dell’entità dei fondi pubblici e delle esenzioni di cui, annualmente, beneficia la religione che ne gode incomparabilmente più delle altre, la Chiesa cattolica nelle sue articolazioni (Santa Sede, Cei, ordini e movimenti religiosi, associazionismo, eccetera).

Non la rendono nota né la Conferenza Episcopale Italiana, né lo Stato. È per questo motivo che l’Uaar ha deciso di dar vita alla piattaforma I costi della Chiesa: l’obiettivo è di presentare una stima di massima che sia la più attendibile e accurata possibile, citando estesamente le fonti e utilizzando metodologie trasparenti. Il compito non è per nulla facile, perché la cifra reale e precisa è quasi sicuramente ignota sia allo Stato, sia alla Chiesa. Occorrerebbe infatti esaminare, delibera per delibera, capitolo di spesa per capitolo di spesa, il bilancio dello Stato e quelli di tutte le Regioni, le Province, i Comuni, gli enti pubblici, le società a partecipazione pubblica.

In Italia il Pos diventa obbligatorio. Eliminano il contante con la scusa di combattere l'evasione fiscale

PosScatta da oggi l’obbligo per imprese, lavoratori autonomi, esercenti e liberi professionisti di dotarsi di Pos (“point of sale”) per i pagamenti pari o superiori ai 30 euro. Un cliente potrà pretendere, quindi, di pagare con la carta di credito o il bancomat per cifre anche solo di 30 euro.

All’obbligo, tuttavia, non corrisponde per ora alcuna sanzione. In effetti, si tratta di una sorta di rodaggio che il governo, in accordo con l’Agenzia delle Entrate, starebbe mettendo in atto per valutare come sferrare la battaglia finale all’uso del contante..

I commercianti e le piccole imprese lamentano una lievitazione dei costi di transazione a loro carico: tra spese di installazione, commissioni bancarie, costi di esercizio e linea telefonica, il conto arriva a 5 miliardi di euro, più dello 0,3% del pil, sottratto in piena crisi alle piccole e medie imprese e trasferito in buona parte alle banche.

Secondo un sondaggio Swg, il 69% degli italiani non intenderebbe mutare le proprie abitudini di pagamento, a conferma che l’obbligo del Pos non è il frutto di una richiesta della società civile, ma un’imposizione dell’attuale governo Renzi, che come i predecessori (vedi, in particolare, gli esecutivi a guida Prodi, Monti e Letta) vorrebbero sostituire l’uso del contante con la cosiddetta “moneta elettronica”, ossia con pagamenti tracciabili, in modo da potere risalire a quasi tutte le spese delle famiglie e alle loro entrate. Una misura di lotta all’evasione fiscale, che nel nostro paese sottrarrebbe allo stato redditi per oltre 300 miliardi di euro.

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