Sprechi

Coldiretti: mensa dei poveri per 2,7 mln di italiani

Coldiretti: mensa dei poveri per 2,7 mln di italianiLa punta dell’iceberg della situazione di disagio in cui si trovano molte famiglie sono i 2,7 milioni di persone che in Italia nel 2017 sono state addirittura costrette a chiedere aiuto per il cibo da mangiare.

È quanto emerge dal rapporto Coldiretti “La povertà alimentare e lo spreco in Italia” presentato alla giornata conclusiva del Villaggio della Coldiretti ai Giardini Reali di Torino con un impegno anche nella solidarietà e un focus sugli sprechi alimentari ed i consigli e le ricette dal vivo degli agrichef per valorizzare gli avanzi con la cucina del giorno dopo. Ad avere problemi per mangiare sono dunque – sottolinea la Coldiretti – oltre la metà dei 5 milioni di residenti che, secondo l’Istat, si trovano in una condizione di povertà assoluta.

Nel 2017 circa 2,7 milioni di persone hanno beneficiato degli aiuti alimentari – precisa la Coldiretti – attraverso l’accesso alle mense dei poveri o molto più frequentemente con pacchi alimentari che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che per vergogna prediligono questa forma di aiuto piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli. Infatti sono appena 114mila quelli che si sono serviti delle mense dei poveri a fronte di 2,55 milioni che invece hanno accettato l’aiuto dei pacchi di cibo sulla base dei dati sugli aiuti alimentari distribuiti con i fondi Fead attraverso dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea).

I burocrati Ue vogliono un aumento dello stipendio

Parlamento EuropeoI 32.578 burocrati dell'Unione Europea navigano letteralmente nell'oro visto che guadagnano stipendi e benefici - tutti pagati con i soldi delle tasse dei disgraziati cittadini Ue a cui viene imposto da Bruxelles il "rigore" nella spesa pubblica - che i comuni lavoratori europei neppure immaginano esistere, molto probabilmente.

Basti pensare che gli impiegati Ue di livello più basso, come ad esempio commessi e fattorini - ottengono un salario di 34500 euro all'anno più generosi benefici e rimborsi spese e i funzionari guadagnano la bellezza di 195.500 all'anno e hanno diritto a auto con autista e scuole private per i figli pagate dalla UE e quando vanno in pensione ottengono un assegno pensionistico pari al 70% del loro ultimo salario più un 16% beneficio di espatrio per compensarli del fatto che vivono in un paese straniero, tutte cose che i comuni mortali possono solo sognare. Non a caso li definiamo parassiti.

Con paghe così generose sarebbe logico pensare che i burocrati di Bruxelles siano i lavoratori più felici al mondo, ed invece non è così: c'è chi ha la faccia tosta di lamentarsi.

A tale proposito pochi giorni fa il direttore del bilancio comunitario, Gunther Oettinger si è lamentato che le remunerazioni offerte dall'Unione Europea non sono sufficienti per attrarre i giovani che vogliono lavorare li e da' la colpa ai tagli fatti in passato per ridurre i costi della macchia burocratica europea.

Sprechi Ue: l'edificio del parlamento va rifatto. Preventivo 480 mln

Sprechi Ue I parassiti di Bruxelles sono bravissimi a sprecare il denaro da loro estorto ai contribuenti Ue per progetti faraonici e quindi non deve sorprendere se adesso vogliono demolire il palazzo che ospita il parlamento europeo a Bruxelles per costruirne uno ancora più grande.

E sì, avete indovinato: molto ma molto costoso.

Il palazzo attuale, costruito 24 anni fa e costato quasi un miliardo di euro per tutti i lavori aggiuntivi fatti in questo periodo, non sarebbe abbastanza grande per ospitare tutti gli europarlamentari e il loro poderosi staff burocratici a cui vanno aggiunti i funzionari Ue a pieno regime - alcune migliaia, lievitati negli anni - e quindi serve un nuovo edificio e il costo totale della demolizione di quello attuale e la costruzione di uno nuovo ammonterebbe a 430 milioni di euro.

Ovviamente questi costi verranno pagati dagli stati membri e se questo progetto verrà approvato prima della brexit la Gran Bretagna dovrà versare 66,7 milioni di euro.

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