Banche

Italia sempre più vicina alla bancarotta

Clicca per ingrandireL’anno scorso hanno chiuso i battenti quasi 380.000 mila imprese, oltre mille al giorno. Secondo quanto riportato di recente dalla CGIA di Mestre, almeno un'impresa su due, delle piccole e medie imprese rimaste, pagano a rate i propri collaboratori, o si indebitano per poterlo fare. Stanno anche accumulando debiti tributari crescenti, o ricorrono al credito esterno per poter sostenere il carico fiscale. La pressione fiscale, per le imprese, è del 75% o forse più. Mentre il livello in rapporto al Pil ha superato la soglia del 44%.

Dall’inizio della crisi, i titoli di credito (assegni bancari o postali, cambiali, tratte ecc. ecc.) che alla scadenza non hanno trovato copertura sono cresciuti quasi del 13%.

Sempre secondo quanto ci riferisce l'Associazione di Mestre, le sofferenze bancarie in capo alle aziende hanno subito un incremento del 165%.

A proposito di banche, abbiamo la banca
più antica del mondo, il Monte Paschi,
che è in bancarotta e negli ultimi
quattro anni sono stati necessari ben due interventi statali per
rianimarla e prolungarne l’agonia: il primo con i Tremonti Bond, il secondo con Monti Bond. Costo complessivo
dell'operazione, oltre 4 miliardi di euro, pari all'intero gettito IMU sulla prima casa.

Europa super indebitata grazie alla Bce

Mario DraghiSe tutti i giorni i Merkel, Monti, Barroso, Draghi scendono in campo per rassicurarci che «l'euro è irreversibile», vuol dire che stiamo assistendo a un rito scaramantico per allungare il più possibile la vita del moribondo.

Tutti gli indicatori dell'economia reale attestano in modo inequivocabile che giorno dopo giorno siamo prossimi al funerale. Il nostro funerale. La recessione sempre più profonda, l'indebitamento pubblico che cresce, il Pil che si riduce, la produzione, le esportazioni e i consumi in calo, le tasse più alte al mondo, le imprese strangolate che chiudono, i disoccupati e i poveri che aumentano, i giovani senza prospettive.

Ebbene, come è possibile che, da un lato, la crisi è causata dall'euro e, dall'altro, siamo noi italiani, noi europei, a pagarne le conseguenze? La risposta è nella recente dichiarazione del governatore della Bce (Banca centrale europea) Mario Draghi a Le Monde: «Il nostro mandato non è di risolvere i problemi finanziari degli Stati, ma di garantire la stabilità dei prezzi e mantenere la stabilità del sistema finanziario in tutta indipendenza».

Ma come: la Bce dopo aver imposto condizioni spietatissime agli Stati per poter accedere al credito finalizzato al ripianamento del debito pubblico, ora ci dice che si lava le mani dei problemi degli Stati? Ma come: se questi problemi sono legati alla carenza di liquidità monetaria e l'unica istituzione titolata ad emettere l'euro è la Bce che si rifiuta di farlo? Ma come: quando le banche e le società quotate in borsa crollano si pretende il massiccio intervento degli Stati con denaro pubblico mentre quando gli Stati sono in crisi voltate loro le spalle?

Le elezioni non muteranno la drammatica realtà in cui si trova l'Italia

Bandiera italianaFacciamo finta che il 25 Febbraio 2013 si possa ragionevolmente formare una maggioranza alla Camera e al Senato. Partono le consultazioni del Quirinale e viene incaricato un presidente del consiglio in pectore.

Dopo una decina di giorni arriva la fiducia delle camere, dopo 2 settimane dal voto si riunisce il primo consiglio dei ministri (scenario molto ottimistico).

Facciamo anche finta che il nuovo governo impieghi altre 2 settimane per fare una ricognizione sui conti e decidere le prime misure di politica economica. Siamo alla fine di marzo, fine del primo trimestre 2013: quali saranno le condizioni economiche di partenza?

Possiamo ragionare sui dati macro di Dicembre e Gennaio i quali sono un disastro assoluto ad eccezione della bilancia commerciale. Bilancia commerciale che però andrebbe letta anche attraverso il crollo dell’import causato dal collasso di consumi interni.

Ecco ho tentato di fare una difficilissima previsione su quelli che saranno gli aggregati macro principali: Debito/PIL ; Deficit/PIL; Disoccupazione;

Forse la cosa più facile da stimare è il PIL generato Italiano al 1 primo trimestre 2013 (cioè marzo 2012-marzo 2013). Guardando la relazione fra indicatori economici (specie consumo di energia, gas e petrolio) stimo prudenzialmente che il PIL italiano calerà da Dicembre 2012 a Marzo 2013:

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