Salute

Il caso Tarantino e l'atropina, un farmaco che produce midriasi

AtropinaNell'anniversario dell'espianto di Pietro, ricordiamo che questa vicenda legale è stata trascinata per 14 anni fino all'incidente probatorio (2004), atto strumentale richiesto dai medici inquisiti per manovrare l'archiviazione e impedire il processo. Ai 4 consulenti di parte presenti in aula (Patologo e Chirurgo generale, Anestesista-rianimatrice, medico-legale e Presidente della Lega Contro la Predazione di Organi) fu impedito di parlare.

Invece i 2 consulenti tecnici del giudice parlarono a ruota libera senza spiegare perché l'ospedale riportò all'atto del ricovero una diagnosi inventata di “Frattura C2” che sostituiva la diagnosi corretta data da un precedente ospedale e, ancor più grave, perché glissarono sulla relazione tecnica che stigmatizzava la valutazione del coma compiuta sotto Atropina, farmaco vietato a livello internazionale nelle dichiarazioni di morte cerebrale, perché produce midriasi (dilatazione fissa pupillare).

Ecco uno stralcio dell'analisi dell'Ordinario di Fisiologia Umana dell'Università degli Studi Milano:

“...Dalle cartelle cliniche si evince che nelle ore seguenti all'incidente Tarantino, che era in stato comatoso, ricevette due successive iniezioni intramuscolari di atropina, ciascuna nella dose di 1 mg, la prima tra le ore 9.00 e le 9.30, durante il trasporto in elicottero dall'ospedale di Vaprio d'Adda agli Ospedali Riuniti di Bergamo, e la seconda subito dopo il ricovero nel reparto di Terapia Intensiva della Divisione Neurochirurgia, simultaneamente all'incannulazione della vena succlavia destra.

La libertà di cura non esiste. Il caso del dottor Paolo Rossaro ne è l'esempio

FarmaciUn altro colpo è stato inferto alla libertà di cura e di scelta terapeutica, che proprio in questi giorni hanno subito l’ennesimo affossamento.

Il dottor Paolo Rossaro, medico di famiglia di Padova, è stato condannato dal Tribunale patavino a 3 anni di reclusione per omicidio colposo; all’ammenda di oltre 565.000 euro, e rischia pure la radiazione dall’albo professionale!

Qual'è il motivo per il quale il dottor Rossaro, merita una simile condanna giudiziaria?

Secondo l’accusa (che aveva chiesto ben 6 anni di reclusione e 2 milioni di euro) il dottor Rossaro sarebbe colpevole della morte di due persone colpite da tumore, che si affidarono alle sue cure mediche.

Stando alla perizia dei medici legali, queste due persone, oggi sarebbero ancora in vita se avessero seguito i protocolli ufficiali offerti dalla medicina ortodossa: chemio e radioterapia.

I due pazienti, dicono gli atti: “non sono stati adeguatamente informati” dal medico curante, e questa mancanza d’informazione, sarebbe la causa della loro prematura morte.

Se questo metro di giudizio venisse applicato a tutti i medici oncologi del mondo, probabilmente ci sarebbe necessità di riaprire la base di Guantanamo a Cuba, e forse non basterebbe...

Negli Usa la carne macinata viene trattata con una poltiglia rosa tossica

Pink slime"Melma rosa" ovvero Pink slime è il nome, forse non dato a caso, della schifosa poltiglia rosa, che negli Stati Uniti, viene venduta mischiata nella carne macinata.

Questo diabolico composto di scarti della carne proveniente da altri processi produttivi è confezionato principalmente dalla Beef Product Inc. (Bpi).

Questa miscela rosa, che fa aumentare la carne macinata di volume, la si può trovare, ad insaputa di tutti i consumatori, nel 70 per cento della carne macinata venduta in tutti gli Stati Uniti. È bene precisare che per carne macinata non si intende solamente il macinato classico ma tutti i prodotti contenenti il macinato come: kebab, hamburger, salsicce, salami, ripieni per le paste, cotolette, ecc.

Del Pink slime ne ha parlato, all'inizio dello scorso mese di marzo 2012, la catena televisiva ABC News. Questo composto rosa – ha spiegato ABC News – è contenuto in tutte le carni e la legge statunitense consente di scrivere sulle confezioni “100% carne”. In pratica anche se una confezione contiene l'80% di pura carne bovina la legge statunitense permette alla grande distribuzione di scrivere “100% carne”! Bisognerebbe scrivere la verità, ovvero: “80% carne bovina”, 20% di composto fatto da: tendini, cartilagini e altri tessuti animali.

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