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Verita Censurate

Geoingegneria: un brevetto CNR descrive la composizione tossica dei carburanti degli aerei civili

Un brevetto del CNR spiega come si altera la composizione del combustibile al fine di abbattere l'umidità atmosferica e dissolvere le formazioni nuvolose

Un brevetto del C.N.R. conferma che gli aerei commerciali manipolano il clima con i loro carburanti additivati con una particolare composizione chimica

È possibile modificare le condizioni meteorologiche e manipolare i cicli pluviometrici, intervenendo sulle nubi(1) tramite l'impiego di carburanti(2) idonei?

La risposta è affermativa. A titolo di esempio, vi proponiamo un brevetto risalente al lontano 1973 e nel 1977 assegnato al Consiglio Nazionale per le ricerche (C.N.R.).(3) Nel testo è spiegato in modo approfondito com'è possibile alterare la composizione del combustibile al fine di abbattere l'umidità atmosferica e dissolvere le formazioni nuvolose che potrebbero causare precipitazioni piovose.

Ciò è possibile additivando alluminio, magnesio ed altri elementi alcalini che, reagendo con i solfuri di scarto, derivanti dalla combustione, determinano una fine miscela di nanopolveri igroscopiche.(4) È quindi evidente com'è vantaggiosa ed economica la collaborazione delle compagnie civili,(5) giacché la capillarità delle rotte commerciali permette di intervenire ovunque si intenda distruggere o deviare intere perturbazioni.

Cade così ogni fantasiosa spiegazione negazionista, volta a screditare quella che, secondo i media di regime, sarebbe solo una leggenda metropolitana nata dalla sfrenata fantasia di due fantomatici appassionati di bioterrorismo. Dubitiamo che la Magistratura(6) sia mai andata oltre le bislacche dichiarazioni dei pennivendoli e degli pseudo-scienziati che, nei processi farsa a nostro carico, passano sempre per coloro che dispensano la “verità”. Costoro, invece, sono solo abili mentitori,(7) sponsorizzati da qualcuno molto in alto.

Analizzato un liquido giallognolo che sgocciolava dalla fusoliera di un velivolo commerciale

Siamo in grado di mostrarvi le fasi del prelievo del liquido giallognolo che sgocciolava dalla parte inferiore della fusoliera di un A-320, in sosta presso l'aeroporto di Milano Malpensa.

Il composto chimico fu poi analizzato (con il metodo dei reagenti Osumex(1) e furono rilevati zinco, piombo, rame, cadmio, cobalto, mercurio. Il composto, che formava formato un deposito sul fondo della provetta, si presentava alla vista di colore giallognolo e risultava essere di media densità. Sprigionava inoltre un inconfondibile odore di uova marce.

Zolfo? Al fine di evidenziare nella composizione chimica del liquido altri elementi (metalli pesanti e no), è auspicabile un ulteriore esame presso un laboratorio francese di nostra fiducia.

Il prelievo fu eseguito, raccogliendo quanto ricadeva da uno dei tre fori, di cui uno è visibile nel filmato, realizzato dal nostro amico Enrico Gianini(2) che, di recente, ha concesso una dirompente intervista a Tommaso Minniti.

Privacy: l'Italia si allinea alle norme Ue. Varato il condono tombale sulla privacy

Privacy: l'Italia si allinea alle norme Ue. Varato il condono tombale sulla privacyIl governo, dopo innumerevoli esitazioni, ha finalmente trasmesso(1) alle Camere il decreto di adeguamento nazionale al regolamento europeo sulla privacy. Un decreto che, in verità, migliora di molto la “brutta” versione(2) che era circolata all’indomani dell’approvazione preliminare da parte del governo, il 21 marzo scorso.

Il Fatto quotidiano, peraltro, si è occupato estensivamente dell’iter della norma con diversi articoli.(3) Eppure, anche in questa che, presumibilmente, sarà la versione che il governo varerà definitivamente nei prossimi giorni, al fine di rispettare da un lato la scadenza prevista dalla legge delega (il 21 maggio), e dall’altro il termine del 25 maggio, c’è qualcosa che non quadra. Si tratta delle violazioni penali della privacy compiute sino al 25 maggio 2018.

Grazie infatti a due norme inserite nella prima stesura, ma non modificate dal governo nella meritoria opera di revisione successiva, chi ha violato la privacy anche in maniera massiva, non avrà alcuna conseguenza, se non il pagamento di pochi spiccioli. È la conseguenza dell’introduzione di quelli che sono gli articoli 24 e 25 dell’articolato normativo.

In pratica, chi si è reso responsabile di violazioni penali della privacy fino ad oggi, praticamente andrà esente da pena, mentre chi li compirà (anche dal punto di vista amministrativo e non solo penale) da ora in poi non solo si esporrà a “multe” fino a venti milioni di euro, ma non avrà nemmeno la possibilità di accedere ad una definizione agevolata delle eventuali violazioni.

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