Astronomia

Marte e le sue immense foreste

Clicca per ingrandireForse non tutti sanno dell’esistenza di alcune sconvolgenti fotografie trasmesse a terra dalla MOC (Mars Orbiter Camera(MOC) a bordo della sonda MGS (Mars Global Surveyor) prima che smettesse di funzionare “morendo” il 2 novembre 2006.

Oltre alle fotografie di strutture rassomiglianti a tunnel trasparenti all’interno di canyon, osserviamo la presenza di “cose” che sembrano alberi riuniti in gruppi sparsi o intere foreste.

La possibilità dell’esistenza di vita extraterrestre ha sempre affascinato l’umanità. Per altro, tra gli scienziati si è fatta strada l’idea che se la vita esiste su Marte, questa debba essere allo stadio di batterio.

Nondimeno, ci sono delle immagini riprese dalla MOC che rimangono inesplicabili.

È il caso della foto scattata a latitudine -82.02°, longitudine 284.38° (vicino al polo Sud marziano) che ha mostrato qualcosa di incredibile ma tutt’ora trascurato: una qualche forma di vegetazione su Marte.

(immagine n° M08-04688, link ufficiale: http://ida.wr.usgs.gov/html/m08046/m0804688.html)

Queste formazioni assomigliano decisamente a macchie di vegetazione terrestri, compresi i sistemi di ramificazioni, fotografate dall’alto. Ecco un lembo di suolo marziano ripreso dalla MOC che mostra alberi. La più semplice spiegazione per tali immagini, seguendo il dettame detto del rasoio di Occam, è che si tratti di organismi vegetali di un qualche genere.

Da un buco nero fuoriesce una corrente di polveri fredde

Buco neroCostringe a ripensare le teorie su questi oggetti cosmici

Dal gigantesco buco nero attivo presente al centro di una galassia fuoriesce un vento di polveri fredde. La scoperta, inaspettata, è pubblicata sull'Astrophysical Journal ed ha sorpreso gli astrofisici al punto da costringerli a rivedere le teorie attuali su questi oggetti cosmici.

Il risultato si deve allo studio coordinato da Sebastian Honig, dell'università della California a Santa Barbara e all'università tedesca Christian-Albrechts a Kiel, e condotto in collaborazione con l'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso).

Quasi tutte le galassie hanno un enorme buco nero al loro centro. Ma quando questi buchi neri crescono in maniera massiccia, divorando la materia che li circonda, diventano gli oggetti più energetici dell'Universo, chiamati nuclei galattici attivi. Le regioni centrali di questi oggetti sono circondate da 'ciambelle' di polvere cosmica, simile alla fuliggine di una candela, formata da grani di silicati e grafite, minerali abbondanti anche sulla Terra.

Si pensava che la maggior parte della forte radiazione infrarossa proveniente dai nuclei galattici attivi provenisse da queste ciambelle di polveri.

Un imponente uragano sul polo nord di Saturno

Clicca per ingrandireLa sonda Cassini della NASA ha fornito agli scienziati immagini di luce visibile di un uragano che si è abbattuto intorno al polo nord di Saturno.

“Abbiamo fatto due riprese di questo vortice perché sembra cosi tanto simile ad un uragano sulla Terra” ha detto Andrew Ingersoll, un membro del team fotografico della Cassini, al California Institute of Technology in Pasadena. “Ma è su Saturno...dove c'è poco vapore acqueo nella atmosfera ad idrogeno”.

“Sebbene non ci sia un corpo di acqua prossimo a queste nuvole nella atmosfera di Saturno, lo scoprire come queste tempeste saturnine usino vapore acqueo, potrebbe dire agli scienziati qualcosa di più su come sono generate e mantenute le nostre tempeste terrestri". Sia gli uragani terrestri che il vortice al polo nord di Saturno hanno un occhio centrale senza nubi o molto poche.

Uragano sul polo nord di Saturno

La maggiore differenze tra gli uragani sulla Terra e su Saturno, è che quello su Saturno è molto più grande e ruota in modo estremamente veloce. A differenza degli uragani terrestri, che tendono a muoversi, quello su Saturno è chiuso dentro nel polo nord del pianeta.

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