Astronomia

Spitzer ha individuato la luce infrarossa di una super-Terra

La grande nube di magellanoIl telescopio spaziale Spitzer ha già rilevato la luce infrarossa emessa da pianeti in altri sistemi solari fin dal 2005 e altri telescopi spaziali hanno effettuato simili osservazioni. Finora però i pianeti osservati erano giganti gassosi ma ora per la prima volta Spitzer ha rilevato la luce infrarossa di una super-Terra.

Il pianeta osservato è 55 Cancri e, già conosciuto in maniera meno diretta fin dal 2004 grazie all’analisi dei cambiamenti della luce proveniente dalla stella 55 Cancri quando il pianeta passava di fronte ad essa.

Le analisi di queste nuove osservazioni dirette del pianeta 55 Cancri e confermano sostanzialmente le precedenti teorie riguardanti le sue caratteristiche. La sua distanza dalla stella 55 Cancri è poco più di un centesimo di quella della Terra dal Sole perciò la temperatura sulla superficie sulla faccia soleggiata del pianeta è attorno ai 1800 gradi Celsius.

Le nuove informazioni confermano la probabile abbondante presenza di acqua che si troverebbe allo stato supercritico. In sostanza, nonostante la temperatura sulla superficie, l’acqua e altri fluidi potrebbero comportarsi in maniera più simile ai liquidi che ai gas.

Michaël Gillon dell’università di Liegi in Belgio, il principale ricercatore a portare avanti queste osservazioni del pianeta 55 Cancri e, lo ha paragonato a Nettuno se fosse spostato vicino al Sole provocando l’ebollizione della sua atmosfera.

Le aurore polari si manifestano anche su Venere

VenereIl nostro Sistema solare ha in serbo ancora molte sorprese. Prendiamo Venere: dagli anni '60 si sa che è quasi privo di campo magnetico, il che significa, per esempio, niente aurore polari. E invece sì, in realtà sono possibili. Ce lo dicono gli ultimi dati della sonda spaziale Venus Express dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), riportati sulle pagine di Science.

Analizzati dal team di Tielong Zhang, astrofisico dell'Università della Scienza e della Tecnologia della Cina e Principal Investigator del Venus Express Magnetometer (MAG), i dati dicono per la precisione questo: il comportamento del gas ionizzato e del debolissimo campo magnetico di Venere è quello caratteristico della cosiddetta riconnessione magnetica.

Ora, questa riconnessione magnetica è proprio il fenomeno alla base delle aurore polari, ed ecco perché: il vento solare (cioè il flusso di particelle cariche provenienti dal Sole) sposta il campo magnetico dei pianeti, comprimendolo da un lato e tirandolo come una sorta di elastico dall'altro. Quando l'elastico viene rilasciato, e dunque il campo magnetico torna al suo stato naturale, viene liberata una grande quantità di energia. Questa energia accelera gli elettroni verso gli strati più alti dell’atmosfera, dove si formano gli spettacolari giochi di luce.

Fenomeni di riconnessione sono stati osservati nelle magnetosfere di quei pianeti caratterizzati da un forte campo magnetico: Mercurio, Giove, Saturno, oltre alla nostra Terra. Attorno a questi pianeti, il campo magnetico deflette le particelle cariche del vento solare e crea una bolla protettiva che si allunga in una coda magnetica nel lato opposto al Sole. È esattamente qui che si verifica la riconnessione.

Sul Sole appare un gigantesco buco triangolare

Sul Sole appare un gigantesco buco triangolareCuriosa anomalia nella corona solare, registrata oggi dagli osservatori della Nasa e dell'agenzia meteo statunitense.

Un buco quasi perfettamente triangolare, probabilmente originato dai venti solari, che appare più scura vista dalle distanze terrestri.

L'anomalia si distingue per la precisione con cui disegna un triangolo.

L'ipotesi è quella di un classico "Coronal hole", ma non c'è ancora una spiegazione scientifica che delinei il motivo della comparsa di questo fenomeno sul sole e l'accuratezza geometrica.

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