Infanzia violata

Nelle fabbriche turche i bambini siriani vengono sfruttati, minacciati e abusati

Turchia12 ore al giorno di lavoro, 6 giorni su 7, 160 dollari al mese di retribuzione: è sfruttamento a tutti gli effetti, ma ciò che stupisce di più è che gli attori di questo dramma siano bambini.

Sfruttati, minacciati, abusati, l’80% di loro non ha accesso all’istruzione.

È ciò che accade nelle fabbriche turche dove centinaia di bambini siriani rifugiati rinunciano inconsapevolmente ogni giorno ai loro diritti e al loro futuro.

I grandi marchi nell’occhio del ciclone

Hanno tutti meno di 14 anni, cercano di aiutare le loro famiglie, sono le vittime perfette per gli sfruttatori: non rivendicano i propri diritti semplicemente perché non li conoscono.

Secondo i dati Unicef sono 2,8 milioni i profughi siriani in Turchia, di questi la metà sono minori. Per i siriani è impossibile trovare un lavoro con un contratto sicuro: secondo la legge gli è vietato ottenere un visto lavorativo.

I bambini siriani vengono così mandati nelle fabbriche di borse, scarpe, vestiti, specialmente di lavorazione del cuoio. In molte famiglie i minori sono gli unici a portare un salario in casa.

Le persone che scompaiono in Italia

ScomparsiQuesto articolo è stato pubblicato il 26 luglio 2017 dalla testata "lanotiziagiornale.it". Purtroppo il fenomeno continua a manifestarsi.

Al 30 giugno sono 47.946 le persone scomparse. Un dato in forte aumento rispetto allo scorso anno, quando erano 11.044 in meno, e che risente del numero di quanti sono arrivati in Italia, sbarcati sulle coste, ma di cui non si hanno più notizie.

Infatti, poco più di 9mila sono gli italiani, scomparsi negli anni, a partire dal 1974, e 38.913 gli stranieri. Questo è quanto emerge dalla relazione semestrale del Commissario straordinario per le persone scomparse, il prefetto Vittorio Piscitelli, presentata oggi alla Camera, nei 10 anni dell’ufficio.

Nel numero enorme rientrano casi diversi: persone che si sono allontanate volontariamente (22.205), malate (519), minori sottratti da un genitore o un familiare (432) e possibili vittime di reato (123). Ma la maggior parte, 31.635, sono minori stranieri non accompagnati, che sono sbarcati in Italia ma poi sono scomparsi. Per questo, ha sottolineato il prefetto Piscitelli, “in 10 anni il nostro lavoro è cambiato, dalla politica di ricercare lo scomparso a quella di prevenire la scomparsa”.

E ancora: dei 2.539 casi censiti nel Registro generale dei cadaveri non identificati, la maggior parte sono collegati al fenomeno dell’immigrazione verso le coste italiane. Il dato è stato diffuso durante la conferenza stampa “Dalla gestione di un emergenza alla creazione di un sistema”.

Lo stiramento del seno delle bambine. Una tortura poco conosciuta

Breast ironingNel Regno Unito, sono in aumento i casi di Breast ironing.

Una violenta e brutale pratica originaria del Camerun, che consiste nel premere ferri da stiro roventi sul petto delle bambine per cancellarne i seni.

Un rituale che inizia per le piccole tra gli 8 e gli 11 anni, con la presunta motivazione di sottrarre le giovani alle brame maschili.

E prevenire conseguenze non volute dei cambiamenti fisici legati alla pubertà, come molestie, gravidanze precoci, stupri. Ma la cosa più grave – che ha portato le Nazioni Unite ad inserire la stiratura del seno tra i crimini più diffusi contro le donne - è che il fenomeno resta un segreto all’interno di un circuito tutto al femminile.

Che spesso vede i padri restare all’oscuro di tutto. Nonostante le profonde ferite riportate dalle piccole vittime, che restano in silenzio, rassicurate da nonne e mamme sulla futura ricomparsa del seno con l’avanzare dell’età.

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