Infanzia

Le bevande gassate possono incutere nei bambini atteggiamenti violenti

Bevande gassate rendono bambini violenti. “A dirlo è studio delle Università Columbia, Harvard e Vermont pubblicato sulla rivista specialistica “Journal of Pediatrics. Ecco perché”

Bevande gassate rendono bambini violenti

I bambini che consumano bibite gassate sono non solo più grassi, ma anche più violenti. A sostenerlo è uno studio condotto dalle università di Harvard, Columbia e Vermont, pubblicato oggi sulla rivista scientifica Journal of Pediatrics.

La ricerca ha analizzato il comportamento di 3.000 bambini, dalla nascita fino al compimento dei 5 anni. I soggetti coinvolti provengono da 20 grandi città degli Stati Uniti e sono perlopiù neri o ispanici.

Il 40% del campione studiato ha bevuto almeno una bevanda gassata al giorno, solo il 4% ne ha consumate quattro o più. Proprio tra coloro che hanno bevuto la maggiore quantità di queste bibite si è riscontrato il doppio delle probabilità di incorrere in comportamenti violenti, come distruggere proprietà altrui, picchiare e aggredire fisicamente le persone.

Certi spot televisivi possono influenzale le tendenze alimentari dei bambini

BambinoMolti dei prodotti che vengono reclamizzati non sono sicuri per l’alimentazione dei bambini, per questo l’Oms vuole sollecitare i Governi a vigilare sui contenuti delle pubblicità, in modo che il bombardamento continuo nei confronti dei più piccoli non li porti a preferire e a chiedere cibi poco salutari.

La maggior parte dei cibi reclamizzati contiene alti livelli di grassi, zuccheri o sale: bibite zuccherate come soft-drink, cereali zuccherati per colazione, biscotti, snack, dolciumi, piatti pronti e fast food.

“È stato dimostrato che i messaggi commerciali dedicati a questi prodotti possono avere un impatto disastroso sulla salute dei bambini”, affermano gli esperti dell’Oms. Questo perché le difese dei bambini sono più deboli rispetto ad alcuni tipi di messaggi. I bambini apprendono presto dalla televisione quali sono i marchi e i cibi preferiti e questo incide sul rischio di obesità infantile e anche sui comportamenti alimentari futuri a rischio.

Tuttavia la televisione non è l’unico mezzo su cui lavora il marketing pubblicitario, che si sta orientando, spiega l’Oms, sempre di più verso nuovi canali pubblicitari, anche perché più economici, come i social network e le applicazioni per cellulari, per raggiungere i bambini.

Ecco le abitudini alimentari che favoriscono l'obesità infantile

Cibo spazzaturaDal 2008 ad oggi sono diminuiti i bimbi tra gli 8 ed i 9 anni in sovrappeso, ma l'Italia è ancora ai primi posti d'Europa per obesità infantile.

Sono frequentissime le abitudini alimenatri scorrette ed i comportamenti sedentari anche se sono in leggero aumento i bambini che fanno attività fisica.

È in sintesi la fotografia scattada nel 2012 dal sistema di sorveglianza “Okkio alla Salute" promosso dal Ministero della Salute.

La rilevazione, che avviene ogni 2 anni, ha coinvolto 46.000 bambini appartenenti a 2623 classi terze della scuola primaria.

I bambini in sovrappeso tra gli 8 e 9 anni sono il 22,1% nel 2012 contro il 23,2% del 2008/2009. I bambini obesi sono invece il 10,2% contro il 12%.

Pertanto un bambino su 3 in Italia ha problemi di peso e di non corretta alimentazione.

I dati fanno emergere una situazione ancor più allarmante nelle regioni del Centro Sud quali: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata.

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