Dalla parte del cittadino

Ecco come sarà l’Italia nel 2041 secondo uno studio di Bankitalia

Previsioni economia italiana di BankitaliaUno studio di Banca d’Italia mette in rilievo come, entro il 2041, anche l’apporto degli immigrati «non sarà più sufficiente a risollevare il Pil»

Rassegniamoci: o facciamo più figli o dovremo lavorare di più

Un interessante articolo di Repubblica riporta le conclusioni di uno studio di Banca d’Italia intitolato Il contributo della demografia alla crescita economica: duecento anni di storia italiana.(1) La conclusione è che il futuro italiano è nero e che siamo di fronte a un aut-aut: o ricominciamo a fare figli o saremo costretti a lavorare di più e più a lungo.

Meno figli

«L’Italia – scrive Repubblica – è passata dai 26 milioni di abitanti censiti all’indomani dell’Unità a oltre 60 milioni. Per molto tempo la crescita della popolazione ha contributo alla crescita del Pil: si traduceva in lavoro, è quello che si chiama “dividendo demografico”, e fino a pochi anni fa è stato positivo».

I salvataggi dell'UE hanno distrutto la Grecia. Il debito è di 330 mld di euro

Gli standard di vita in Grecia sono crollati mentre la disoccupazione, la povertà, la disuguaglianza e dure misure di austerità continuano a lacerare il tessuto sociale del paese mediterraneo.

Mentre la crisi finanziaria globale ha colpito duramente anche altri paesi della zona euro, nessuno è stato costretto a prendere il maggior numero di prestiti come la Grecia, le cui offerte di “salvataggio” da parte dell'Unione europea e del Fondo monetario internazionale sono arrivate a condizione che misure di austerità e deregolamentazione fossero introdotte dal governo - consentendo al paese di evitare il fallimento, ma trasformando la crisi greca in una recessione e, infine, una depressione maggiore.

Anche se la Grecia non è il paese europeo peggiore per livelli di povertà - Romania e Bulgaria sono peggio - la nazione mediterranea non è molto indietro come peggiore terza, secondo i dati diffusi da Eurostat.

In tutti i paesi dell'Unione Europea, i livelli di povertà sono in calo dal 2008, in calo dall'8,5 per cento all'8,1 per cento nel 2015, ma la situazione della Grecia sta peggiorando invece di migliorare.

L'Italia e il fiscal horror

L'Italia e il fiscal HorrorNella complice e colpevole disattenzione dei palazzi della politica, in questi giorni a Bruxelles si decide del futuro del nostro paese.

L’Italia è il paese Ue con il più alto numero assoluto di poveri, quasi 11 milioni. Proprio mentre emerge questo nostro record mostruoso, il governo Gentiloni decide di aderire al nuovo accordo europeo sul Fiscal Compact. C’è un rapporto tra i due fatti? Certamente, il secondo aggraverà il primo, il record di poveri non ce lo toglierà più nessuno.

In questi dieci anni di crisi i poveri sono triplicati, e questo perché il lavoro e la vita stesse delle persone sono stati sacrificati al rigore di bilancio.

Rigore feroce, nonostante che le fake news del regime propagandino l’idea di una spesa pubblica troppo generosa verso i cittadini. In realtà il bilancio pubblico è in attivo da più di venti anni, cioè ogni anno i cittadini versano in tasse allo Stato più di quanto ricevano in servizi e prestazioni. Il deficit della spesa pubblica deriva da una sola voce: gli interessi sul debito che si pagano alle banche. Essi ammontano a quasi 80 miliardi all’anno. Lo Stato ne copre circa 50 con i soldi dei cittadini, in particolare lavoratori, pensionati, ceti medi. Il resto sono deficit e manovre, che portano via altre risorse ai servizi pubblici.

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