Fine della globalizzazione, egemonia dollaro a rischio

Fine della globalizzazione, egemonia dollaro a rischio

Declino della globalizzazione. Rischio di perdita di egemonia del DOLLARO, con Cina-Urss già in attività per non utilizzarlo nei loro scambi commerciali.

Grazie al nuovo corso POLITICO, con TRUMP-USA, abbiamo dei cambiamenti di importanza elevata per il futuro delle relazione entro gli Stati, nel COMMERCIO, FINANZA, che porteranno un nuovo corso di importanza strategica.

Con l’introduzione dei DAZI, SANZIONI, e uso delle LEGGI, DOGANE, ECOLOGIA, SICUREZZA, si inasprisce la GUERRA COMMERCIALE, con un rischio elevato di trasposizione in GUERRA VALUTARIA.

Cose già viste, e inasprite nei momenti dove la crescita economica, e degli utili, si contrae, e la CONCORRENZA diventa sempre più agguerrita. Nulla di nuovo su questo fronte, ma cambia in modo marcato il “modus operandi”, cioè il modo di comunicare, relazionare, e fare affari.

Con l’innesco delle tensioni in particolare entro USA-CINA, tutta l'ASIA è soggetta a restrizioni, rischi, sull’export, e quindi sulla produzione, investimenti, crescita, con accelerazione delle fusioni, acquisizioni, alleanze e sinergie. Una situazione che deve tenere conto dei maggiori COSTI produttivi, ENERGIA, TRASPORTI, dislocazione e riallocazione produttiva, che avranno anche una maggiore connotazione ECOLOGICA, e di NAZIONALISMO. Il BOICOTTAGGIO dei prodotti singoli, provenienti da una Nazione “nemica”, in contrasto, possono subire rischi elevati, quindi il fattore supera gli investimenti in pubblicità e marketing, e la qualità stessa dei prodotti in causa. Un esempio iPHONE e HUAWEI.

Studio sulle aritmie con cardiomiopatia ereditaria

Studio sulle aritmie con cardiomiopatia ereditaria

Identificato il meccanismo alla base delle aritmie nei pazienti con cardiomiopatia da mutazioni della lamina.

Uno studio del Cnr-Irgb e Humanitas identifica un nuovo meccanismo di malattia in modelli in vitro di cardiomiopatia ereditaria lamina-dipendente. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nature Communications. (1)

Le mutazioni del gene della Lamina A/C, una proteina fondamentale dell'involucro nucleare della cellula, sono causa di cardiomiopatia, malattia del muscolo cardiaco associata a dilatazione del cuore e alterata funzionalità, e sono associate a disturbi della conduzione, aritmia e morte improvvisa.

“Nel nostro studio abbiamo utilizzato modelli cardiaci 'in vitro', generati mediante un processo di 'riprogrammazione' di cellule della pelle di pazienti portatori della mutazione K219T in cellule iPSC (dall'inglese Induced Pluripotent Stem Cells – cellule staminali pluripotenti indotte), ed il loro successivo differenziamento in cardiomiociti, le cellule del cuore alla base della proprietà contrattile del muscolo cardiaco”, spiega Elisa Di Pasquale, ricercatrice dell'Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irgb) e Humanitas. “Le cellule iPSC, descritte per la prima volta nel 2006 dal premio Nobel Shinya Yamanaka, hanno rivoluzionato l'approccio allo studio delle malattie e ci hanno permesso di investigare i meccanismi funzionali e molecolari alla base della cardiomiopatia lamina-dipendente”.

Sfruttando tali modelli paziente-specifici e le nuove tecniche di correzione genica CRISPR-Cas9, il team di ricercatori del Cnr-Irgb e dell'Istituto Clinico Humanitas ha identificato i difetti funzionali specifici indotti dalla mutazione K219T della Lamina A/C, delineandone i meccanismi responsabili. È difatti emerso che i cardiomiociti mutati hanno ridotte quantità di correnti di sodio, le quali sono fondamentali per la corretta trasmissione dell'impulso elettrico del muscolo cardiaco.

Nuovo modo per far rimbalzare le gocce d'acqua

Nuovo modo per far rimbalzare le gocce d'acqua

Gli ingegneri progettano superfici che possono rimbalzare la pioggia prevenendo potenzialmente la formazione di ghiaccio o il ristagno dell'acqua.

In molti ambiti, gli ingegneri vogliono minimizzare il contatto di goccioline d'acqua o altri liquidi con le superfici su cui cadono. L'obiettivo è quindi quello di impedire che il ghiaccio si accumuli su un'ala di un aeroplano o una pala di una turbina, prevenire la dispersione di calore da una superficie durante la pioggia, prevenire l'accumulo di sale sulle superfici esposte agli spruzzi dell'acqua di mare. Far rimbalzare le goccioline il più velocemente possibile e ridurre al minimo la quantità di contatto con la superficie può essere la chiave per mantenere il corretto funzionamento dei sistemi.

Lo studio è descritto nella rivista ACS (1) Nano in un documento del dottor Henri-Louis Girard, del MIT, del post dottorato Dan Soto e del professore di ingegneria meccanica Kripa Varanasi. (2) Questo processo, spiegano gli autori, genera una serie di forme ad anello sollevate dalla superficie del materiale. Nel momento in cui la gocciolina cade, invece di scorrere piatta attraverso la superficie, schizza verso l'alto assumendo una configurazione a forma di ciotola.

Il lavoro è il seguito di un precedente progetto (3) del dottor Kripa Varanasi e del suo team. Essi ridussero il tempo di contatto delle goccioline su una superficie creando creste sollevate che interruppero il normale modello di diffusione delle gocce sul piano piatto. Il nuovo lavoro rappresenta un passo evolutivo del progetto in quanto permette di ottenere una maggiore riduzione del tempo di impatto tra la goccia e la superficie su cui essa va a collidere.

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