Creati nuovi sensori per monitorare la dopamina nel cervello

I neuroscienziati del MIT potranno misurare la dopamina nel cervello per più di un anno. Questo sistema li aiuterà a capire il ruolo della dopamina.

Piccole sonde installate nel cervello potrebbero monitorare i pazienti malati di Parkinson e altre patologie.

La dopamina, che all'interno del cervello funziona da neurotrasmettitore, tramite l'attivazione dei recettori dopaminici specifici e subrecettori, svolge un ruolo importante nel regolare il nostro umore, oltre a controllare il movimento. Molti disturbi, tra cui il morbo di Parkinson, la depressione e la schizofrenia, sono legati a carenze di dopamina. I neuroscienziati del MIT hanno escogitato un modo per misurare la dopamina nel cervello per più di un anno. Essi sono certi che questo nuovo sistema li aiuterà a imparare molto di più sul ruolo della dopamina nel cervello sano e malato.

“Sappiamo che la dopamina è una cruciale molecola neurotrasmettitrice nel cervello, implicata nelle condizioni neurologiche, neuropsichiatriche e nella nostra capacità di apprendere. Tuttavia, per noi è risultato impossibile monitorare i mutamenti nel rilascio online di dopamina in periodi di tempo abbastanza lunghi da riferirli alle condizioni cliniche”, afferma Ann Graybiel,(1) professoressa del MIT Institute, membro del McGovern Institute for Brain Research del MIT e uno degli autori senior dello studio.

Il dottor Michael J. Cima,(2) professore di ingegneria presso il Dipartimento di Scienza dei Materiali e Ingegneria nonché membro del David H. Koch Institute for Integrative Cancer Research (Massachusetts Institute of Technology MIT) per la ricerca sul cancro integrativo, e Rober Langer,(3) Professore e membro del David H. Koch Institute for Integrative Cancer Research (Massachusetts Institute of Technology MIT). Entrambi sono anche autori principali dello studio. La dottoressa del MIT Helen Schwerdt è l'autore principale dell'articolo, che appare nel numero del 12 settembre di Communications Biology.(4)

La denutrizione nel mondo continua ad aumentare

Il nuovo rapporto sulla denutrizione dell'Unicef rivela che nel mondo i denutriti sono 821 milioni mentre gli obesi sono 672 milioni. L'Asia è la più affamata

Un nuovo rapporto delle Nazioni Unite rivela che si è passati da 804 milioni di persone colpite dalla denutrizione nel 2016 a circa 821 milioni nel 2017, tornando ai livelli del 2010.

Il numero di persone colpite dalla denutrizione continua ad aumentare e nel 2017 ha raggiunto 821 milioni, un problema che colpisce una persona su nove. Secondo il rapporto(1) biennale sullo stato della sicurezza alimentare e dell'alimentazione nel mondo, nel 2016 sono passati da 804 milioni di persone colpite dalla denutrizione (mancanza cronica di cibo) a circa 821 milioni nel 2017, tornando ai livelli del 2010.

Questa volta il basso consumo di cibo pro capite ha influito in alcuni paesi e la maggiore disuguaglianza nell'accesso al cibo in altri. A queste conclusioni sono giunti: l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), il Programma alimentare mondiale (PAM), il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD), l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (Unicef).

Con 256 milioni di persone affamate (il 20% della popolazione) l'Africa è stata di nuovo il continente con la più alta prevalenza di denutrizione. Tra le altre ragioni che hanno provocato questo fenomeno troviamo l'impatto di eventi meteorologici estremi e conflitti in varie regioni. In Asia, che continua ad ospitare il maggior numero di persone che soffrono di fame, si contano 515 milioni di persone denutrite (l'11,4% della sua popolazione).

La Cina ha progettato la prima nave di ricerca rompighiaccio

La Cina ha progettato la sua prima nave rompighiaccio scientifica equipaggiata con rilevatori oceanografici e di monitoraggio

Con una velocità massima di 27,8 chilometri all'ora il rompighiaccio può affrontare spedizioni di una durata di 60 giorni e ospitare fino a 90 persone tra equipaggio e ricercatori.

La Cina ha presentato la sua prima nave rompighiaccio di ricerca. Secondo quanto divulgato alla stampa locale, il suo costruttore prevede di metterla ufficialmente in servizio nella prima metà del 2019.

Il quotidiano ufficiale China Daily ha divulgato(1) che la cerimonia del varo della nave chiamata "Xuelong 2", costruita dalla società China State Shipbuilding Corp,(2) si terrà nella città di Shanghai.

Dopo la cerimonia, la nave effettuerà test di ormeggio, verranno installate attrezzature aggiuntive e, se tutto andrà secondo i piani, inizierà a funzionare normalmente nella prima metà del 2019. Questa nave di ricerca permetterà alla Cina un importante ampliamento delle capacità di ricerca scientifica nei poli e un aumento delle spedizioni a scopo di ricerca.

“Xuelong 2”, la cui data di inizio della costruzione risale al mese di dicembre 2016, misura 122,5 metri di lunghezza, 22,3 metri di larghezza e pesa 13.990 tonnellate. Con una velocità massima di 15 nodi (27,8 chilometri all'ora) questo rompighiaccio può navigare in spedizioni che durano fino a 60 giorni e può ospitare, tra membri dell'equipaggio e ricercatori, un massimo di 90 persone.

Il nuovo rompighiaccio cinese sarà equipaggiato con una avanzata impiantistica oceanografica e apparecchiature di monitoraggio, che consentiranno agli esperti di condurre ricerche sulla copertura polare del ghiaccio, sulle condizioni atmosferiche e ambientali e condurre studi sui terreni marini e sulle risorse biologiche.

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