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Ecco come sarà l’Italia nel 2041 secondo uno studio di Bankitalia

Previsioni economia italiana di BankitaliaUno studio di Banca d’Italia mette in rilievo come, entro il 2041, anche l’apporto degli immigrati «non sarà più sufficiente a risollevare il Pil»

Rassegniamoci: o facciamo più figli o dovremo lavorare di più

Un interessante articolo di Repubblica riporta le conclusioni di uno studio di Banca d’Italia intitolato Il contributo della demografia alla crescita economica: duecento anni di storia italiana.(1) La conclusione è che il futuro italiano è nero e che siamo di fronte a un aut-aut: o ricominciamo a fare figli o saremo costretti a lavorare di più e più a lungo.

Meno figli

«L’Italia – scrive Repubblica – è passata dai 26 milioni di abitanti censiti all’indomani dell’Unità a oltre 60 milioni. Per molto tempo la crescita della popolazione ha contributo alla crescita del Pil: si traduceva in lavoro, è quello che si chiama “dividendo demografico”, e fino a pochi anni fa è stato positivo».

CGIA di Mestre: livelli di guardia molto preoccupanti per l'economia italiana

Italia in crisiCon tasse record in Ue e con una spesa sociale tra le più basse d'Europa, in Italia il rischio povertà o di esclusione sociale ha raggiunto livelli di guardia molto preoccupanti. L'analisi è stata realizzata dall'Ufficio studi della CGIA.

In questi ultimi anni di crisi, infatti, alla gran parte dei Paesi mediterranei sono state “imposte” una serie di misure economiche di austerità e di rigore volte a mettere in sicurezza i conti pubblici. In via generale questa operazione è stata perseguita attraverso uno smisurato aumento delle tasse, una fortissima contrazione degli investimenti pubblici e un corrispondente taglio del welfare state.

“Da un punto di vista sociale – fa sapere il coordinatore dell'Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo - il risultato ottenuto è stato drammatico: in Italia, ad esempio, la disoccupazione continua a rimanere sopra l'11 per cento, mentre prima delle crisi era al 6 per cento.

Gli investimenti, inoltre, sono scesi di oltre 20 punti percentuali e il rischio povertà ed esclusione sociale ha toccato livelli allarmanti. In Sicilia, Campania e Calabria praticamente un cittadino su 2 si trova in una condizione di grave deprivazione.

E nonostante i sacrifici richiesti alle famiglie e alle imprese, il nostro rapporto debito/Pil è aumentato di oltre 30 punti, attestandosi l'anno scorso al 131,6 per cento”.

Aumenta il popolo dei vegetariani

Aumenta il popolo dei vegetarianiNel complesso negli ultimi 5 anni il popolo 'veg' resta costante con valori compresi fra il 7 e l’8%.

Vegetariani in Italia, un popolo in aumento. Interrogato sul proprio stile alimentare, il 6,2% del campione si dichiara vegetariano, valore che risulta in crescita rispetto alla rilevazione del 2017 di 1,6 punti percentuali. Lo rileva il Rapporto Italia Eurispes 2018. Negli ultimi cinque anni il numero dei vegetariani ha avuto un andamento altalenante: erano il 6,5% nel 2014; il 5,7% nel 2015; il 7% nel 2016 ed il 4,6% nel 2017.

Se nel corso dell’ultimo anno si è assistito a un incremento di coloro i quali hanno optato per una scelta vegetariana, a questo ha corrisposto un calo di quanti si dichiarano vegani che dal 3% del 2017 sono scesi allo 0,9% nel 2018, ritornando su valori più vicini a quelli degli anni passati (0,6% nel 2014; 0,2% nel 2015 ed 1% nel 2016).

Nel complesso comunque, negli ultimi 5 anni, il totale di chi ha optato per un regime alimentare vegetariano e vegano si è mantenuto abbastanza costante con valori compresi fra il 7 e l’8%: questi risultati - sottolinea il rapporto Eurispes, fanno pensare a un carattere transitorio di questo tipo di scelte, ma anche a un’alternanza fra periodi di vegetarianesimo e di veganismo, e periodi di ritorno ad un’alimentazione tradizionale.

Ad ogni modo, in quasi tutte le mense scolastiche è ormai prevista la possibilità di fare richiesta per menù alternativi mentre, effettuando una ricerca sul portale di recensioni Tripadvisor, emerge che su un totale di 225.490 ristoranti recensiti in Italia, il 23,4% propone menù vegetariani e il 17,2% menù vegani.

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