Matrix

Il simbolismo massonico nell'architettura

Simbolismo massonico“Dato che i membri della elite mondiale stanno adempiendo alle condizioni richieste per riunire il mondo sotto un singolo governo, essi stanno diffondendo in tutto il mondo i simboli del loro potere.

Il fatto che la popolazione in genere non abbia idea di cosa rappresentino queste strutture, è esattamente la ragione per cui i loro piani continuano senza che vengano messi in discussione; cosi non vengono notati.

Ma quei piani esistono da secoli".

Concepita dall’architetto inglese più prolifico, Lord Norman Forster, questa piramide gigante è una strana presenza nel mezzo delle steppe asiatiche. L’edificio è dedicato “alla rinuncia della violenza” e per “riunire le religioni del mondo”. Norman Foster ha detto che l’edificio non ha simboli religiosi riconoscibili, per permettere l’armoniosa riunificazione delle confessioni. In realtà la piramide è un tempio per la SOLA religione dell’occultista : l’adorazione del Sole. Un viaggio all’interno dell’edificio è molto simbolico. Rappresenta il percorso di ogni essere umano verso la illuminazione.

Una società al contrario

Programmazione mentaleÈ agghiacciante vedere come le masse aggrediscano chi non si conforma all'informazione di regime

(mainstream), ormai chi non crede ciecamente alla TV (e a tutti i mezzi di informazione di regime) viene ridicolizzato e nei peggiori dei casi aggredito verbalmente.

Molti di questi insorgono dicendo che i liberi pensatori non dovrebbero dire la propria sul web, vorrebbero che i media principali avessero il dominio dell'informazione al 100%. Non gli basta che i media mainstream influenzino già miliardi di persone, vorrebbero che non ci fosse nessuna controparte.

Ma poi cosa c'è di male a pensare con la propria testa, a voler indagare sulla veridicità dei fatti propinati dai media di regime ?

Perché chi fa questo viene visto come un eretico da ridicolizzare e aggredire ?

Purtroppo i media sono la nuova Bibbia, in occidente avendo quest'ultima perso il suo potere (essendo anche obsoleta) è stata rimpiazzata dalla TV (e i media di regime in generale).

La gente non capisce che la TV (come lo è stato per al Bibbia) sono fatti da uomini, e gli uomini si sa, possono mentire ed essere corrotti, quindi lo sbaglio non è quello di pensare con la propria testa, ma quello di credere ciecamente a qualsiasi fonte, questo vale sia per i media di regime che per quelli alternativi.

Zero privacy, il progetto del potere mondiale. Tutti controllati 24 ore su 24

Zero privacyInvitiamo a leggere questo articolo pubblicato nel mese di luglio 2013. Si sta tutto concretizzando! E sarà sempre peggio...

Secondo Marlon Brando, la privacy non era «semplicemente un diritto, ma un prerequisito assoluto per vivere». Bei tempi.

Oggi, «proteggere è veramente un parolone, anche un po’ improprio», accusa Glauco Benigni: «Ciò che appare è che la sfera pubblica globalizzata – i governi, i militari, i trader, i tecnocrati – vogliano impedire che la raccolta e il trattamento dei dati sia ostacolata dal sacrosanto bisogno di riservatezza, e per far questo hanno organizzato un sistema molto complesso di protezione regolata, al quale è impossibile sottrarsi e nel quale è quasi impossibile intervenire».

Ma allora Orwell aveva ragione? «La domanda ormai appare retorica». Governi ossessionati dalla sicurezza, trader ossessionati dal guadagno e tecnocrati facilitatori del controllo formano una terna che non consente scampo: «La privacy è stata abbindolata, sedotta e stuprata da bambina. E ora, i suoi stupratori travestiti da padri di famiglia ne fanno mercimonio».

Inutile scandalizzarsi per il caso Snowden: da anni siamo diventati tutti “trasparenti”, a nostra insaputa. «Telecamere, smartphone, Internet e in generale ogni technodevice digitale, unitamente alla velocità di raccolta, consultazione, riproducibilità dati e alla loro archiviazione – scrive Benigni nel suo blog – hanno sgretolato la barriera che la privacy tentava di erigere». Così, «il diritto è diventato un sogno infantile e la protezione evocata si è sostituita al problema».

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