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Il fenomeno della fake science. Migliaia di studi scientifici artefatti

Migliaia di scienziati hanno pubblicato studi su riviste che si autodefiniscono scientifiche ma non compiono gli adeguati controlli di qualità dei contenuti

Si chiama 'fake science' ed è la nuova frontiera delle bufale online. Approfittando dell'avidità dei ricercatori e della cialtroneria di alcuni editori pubblicano studi fake

Il mondo è pieno di 'fake science'. Centinaia di migliaia di scienziati in tutto il mondo hanno pubblicato studi su riviste che si autodefiniscono scientifiche e che non compiono i controlli di accuratezza e qualità indispensabili in questi casi.

Decine di giornalisti dei media in Europa, Asia e Stati Uniti hanno analizzato 175.000 articoli scientifici pubblicati da cinque delle più grandi piattaforme pseudo-scientifiche del mondo, tra cui l'indiana Publishing Group o la turca World Academy of Science, Engineering and Technology (Waset).

Errori in malafede

Oltre a non far rivedere gli articoli ad altri esperti o redattori della riviste, si fanno pagare per pubblicarli e accettano ricerche firmate da dipendenti di aziende farmaceutiche, ma addirittura anche 'studi' sul cambiamento climatico che promuovono discutibili teorie.

A realizzare l'inchiesta è stato un pool internazionale di giornalisti investigativi(1) (composto da redattori di New Yorker, Le Monde,(2) Indian Express e dell'agenzia coreana Newstapa) che ha scoperto, ad esempio, che alcuni editori inviano email mirate a quegli scienziati che devono pubblicare il maggior numero possibile di articoli per ottenere promozioni e arricchire il loro curriculum.

Marcello Foa: le fake news hanno lo scopo di introdurre la censura

Marcello Foa, fake newsNon è un caso. È un metodo. Con un pretesto, le fake news, e uno scopo finale: mettere a tacere le voci davvero libere.

Attenzione, non si tratta di una questione meramente italiana bensì di quella che definirei una “corale internazionale”. Il là lo hanno dato gli Stati Uniti, dove, dopo la vittoria di Trump, è partita una massiccia campagna ispirata dagli ambienti legati al partito democratico con l’entusiastico consenso di quello repubblicano, nella consapevolezza che la prima grande e inaspettata sconfitta dell’establishment che governa gli Usa da decenni non sarebbe avvenuta senza la spinta decisiva dell’informazione non mainstream. A seguire si sono mobilitati diversi Paesi europei, la Germania in primis, ma anche la Gran Bretagna del post Brexit e, ovviamente, l’Italia, del post referendum.

Sia chiaro: il problema delle fake news esiste; soprattutto quando a diffonderle sono società o singoli a fini di lucro. Gli esempi, anche recenti, abbondano. O quando vengono usate dagli haters, gli odiatori, ovviamente senza mai esporsi in prima persona.

Ma le soluzioni vanno trovate nel rispetto della libertà d’opinione e nell’ambito del sistema giudiziario del singolo Paese.

La realtà-verità è per pochi eletti

MediaTalvolta il buon Dio mette sulla nostra strada delle coincidenze, che definirei significative, al fine di ricordarci di appartenere ad un Tutto collegato. Siamo nel territorio dove i simboli, i presagi, precedono ogni cosa come importanza, compresa la logica.

La scienza moderna vorrebbe distoglierci dalla magia (uso tale termine-contenitore, per rappresentare tutti quei fenomeni che violano le leggi correnti della fisica e della biologia), ma l'incontriamo ogni giorno dietro l'angolo, pronta a far saltare le nostre convinzioni di causa/effetto, di spazio/tempo. Cristoforo Colombo ritardò la partenza per le Indie di un giorno perché quel 9 del mese di Av, in cui sarebbe dovuto partire, è un giorno nefasto.

Da questo punto di vista proprio il mio profilo fb che state visitando (ma non solo il mio, ovviamente) rappresenta una coincidenza terribilmente significativa perché, nel territorio della stregoneria (dove operano i nuovi umanisti luciferiani che governerebbero il mondo) costituisce un pessimo presagio.

Sono vivo e vegeto e indipendente, mentre alcuni benpensanti italici, politicanti intellettuali attori cantanti, stanno tentando di imbavagliare il libero pensare.

Mi batto perciò da anni affinché non ci si pieghi al programma Unesco di schiacciare identità culture Patrie.

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