Ricerche

Una tecnologia identifica le malattie delle piante

Una tecnologia identifica le malattie delle piante

I ricercatori della North Carolina State University hanno sviluppato una tecnologia portatile che consente agli agricoltori di identificare le malattie delle piante sul campo.

Il dispositivo portatile, che è collegato a uno smartphone, funziona campionando i composti organici volatili presenti nell'aria (COVs) rilasciati dalle piante attraverso le loro foglie.

Il dottor Qingshan Wei, (1) assistente professore di ingegneria chimica, biomolecolare, corrispondente autore di un documento sull'opera scientifica, membro di facoltà del gruppo Emerging Plant Disease e Global Food Security dello stato della North Carolina, spiega: "tutte le piante rilasciano VOCs (Volatile Organic Compounds - Composti Organici Volatili) (2) mentre respirano, ma il tipo e la concentrazione di tali VOCs cambiano quando una pianta è malata. Ogni malattia ha il suo profilo distintivo dei VOCs. Quindi, misurando il tipo e la concentrazione di VOCs rilasciati dalla pianta, è possibile determinare se una pianta è malata e - se è malata - quale malattia ha. Il nostro contributo in questo ambito è la creazione di un dispositivo che può essere collegato a uno smartphone e utilizzato per effettuare rapidamente le misurazioni dei VOCs sul campo.

Le attuali tecniche di identificazione delle malattie si basano su esami molecolari, che richiedono ore per essere eseguiti e, soprattutto, devono essere eseguite in laboratorio. Trasportare un campione in laboratorio, dove il campione potrebbe dover attendere per essere testato, può ritardare l'identificazione della malattia di giorni o settimane.

La professoressa Jean Ristaino, William Neal Reynolds, (3) distinta insegnante di patologia vegetale presso lo stato della North Carolina, coautore dello studio e direttore del cluster, afferma: “la nostra tecnologia aiuterà gli agricoltori a identificare le malattie più rapidamente, in modo che possano limitare la diffusione della patologia e il relativo danno alle colture. Ora siamo pronti per ampliare la tecnologia.”

Le tempeste in Antartide favoriscono la rottura del ghiaccio

Le tempeste in Antartide favoriscono la rottura del ghiaccio

Anche le forti tempeste svolgono un ruolo importante nel crollo della piattaforma di ghiaccio in Antartide.

Le alte temperature e i mutamenti nella circolazione oceanica e nella salinità stanno causando la rottura delle calotte glaciali in Antartide, ma un nuovo studio suggerisce che intense tempeste potrebbero favorire ulteriormente la disgregazione del continente antartico.

Un gruppo di ricerca, guidato da scienziati statunitensi e coreani, ha installato tre ormeggi equipaggiati di idrofoni al largo della banchina di ghiaccio Nansen a sud del Mar Rosso, in prossimità dell'Antartide, nel dicembre 2015. Le installazioni hanno registrato centinaia di segnali a banda larga di breve durata che indicano la frattura della piattaforma di ghiaccio.

Gli eventi tellurici si sono verificati principalmente tra gennaio e marzo 2016, con la parte anteriore della calotta di ghiaccio che si è divisa il 7 aprile formando due giganteschi iceberg. I ricercatori sostengono che il giorno in cui gli iceberg si sono allontanati dalla piattaforma madre coincideva con il più grande accumulo di tempeste a bassa pressione della regione registrato nei sette mesi precedenti. I risultati dello studio sono stati pubblicati questa settimana su Frontiers in Earth Science. (1)

“I processi alla base del disinserimento e della rottura delle banchine antartiche non sono completamente compresi e il nostro studio suggerisce che le tempeste svolgono un ruolo nella loro rottura”, ha osservato il dottor Bob Dziak, (2) oceanografo ricercatore del National Oceanic and Atmospheric Administration e autore principale dello studio.

Un computer che capisce come ti senti

Un computer che capisce come ti senti

Un nuovo computer, ispirato al cervello, chiamato EmoNet fornisce importanti indizi su come le immagini influenzano le emozioni.

Un computer potrebbe, a prima vista, distinguere tra un'immagine gioiosa e una deprimente? Potrebbe distinguere, in pochi millisecondi, una commedia romantica da un film horror?

, e così anche il tuo cervello, secondo una ricerca pubblicata dai neuroscienziati dell'Università del Colorado Boulder.

“La tecnologia di apprendimento automatico si sta specializzando sempre di più nel riconoscere il contenuto delle immagini e nel decifrare la tipologia di un oggetto”, ha detto l'autore senior Tor Wager, (1) che ha lavorato allo studio mentre era professore di psicologia e neuroscienze alla CU Boulder. “Attualmente siamo giunti a un nuovo traguardo: la tecnologia riesce a riconoscere le emozioni”.

L'articolo, pubblicato sulla rivista Science Advances, (2) segna un importante passo avanti nell'applicazione delle “reti neurali” - sistemi informatici modellati sul cervello umano – e nello studio delle emozioni. Inoltre, fornisce indizi particolarmente interessanti su come e dove le immagini sono rappresentate nel cervello umano suggerendo che ciò che vediamo, anche se brevemente, potrebbe avere un impatto maggiore e più rapido sulle nostre emozioni di quanto potremmo supporre.

Il dottor Philip Kragel, (3) autore principale e ricercatore post-dottorato presso l'Istituto di Scienze cognitive, ha detto: “molte persone presumono che gli umani valutino il loro ambiente in un certo modo e che le emozioni derivino da specifici sistemi cerebrali ancestralmente più vecchi come il sistema limbico. Noi abbiamo scoperto che anche la stessa corteccia visiva svolge un ruolo importante nell'elaborazione e nella percezione delle emozioni.”

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