Dalla parte del cittadino

Politica in Italia: con Gentiloni il quarto governo NON ELETTO dal popolo

Paolo GentiloniCon Paolo Gentiloni premier l’Italia raggiunge nuove vette: avrà il quarto governo NON eletto dal popolo.

Questa affermazione farà insorgere i cani da guardia di questo sistema marcio con frasi come “Non sono gli elettori a scegliere il governo, ma il Presidente della Repubblica”.

Ufficialmente è così, ma nei fatti da almeno dieci anni ogni partito dichiara chi sarà il premier in caso di vittoria alle elezioni.

E dando l’incarico ad un nuovo premier senza passare dal voto, il presidente Sergio Mattarella sta negando alle forze politiche la possibilità di proporre un candidato premier forte del sostegno degli elettori.

Soprattutto in un momento come questo, in cui la rappresentanza parlamentare non esprime la volontà popolare, il presidente della Repubblica ha il dovere di sciogliere le camere e indire nuove elezioni. (Dopo aver risolto il problema della legge elettorale, aspettando che la Consulta si esprima).

Ma il mondo è alla rovescia a causa della disinformazione dei media, che stravolgono la realtà.

In Grecia i cittadini di nuovo in piazza contro l’austerity. Nessuno ne parla

Tsipras - crisi economicaScuole e uffici pubblici chiusi, trasporti locali paralizzati, e così anche treni e navi traghetto.

Dipendenti pubblici, bancari, marinai e molto altro hanno bloccato la Grecia con un nuovo sciopero generale, per dire basta all’austerità. Uno sciopero a cui la maggior parte dei media mainstream non ha dato voce, ma del quale noi del Diario vogliamo rendervi conto.

Perché è stata una dignitosa e compatta protesta contro il nuovo taglio dei salari e l’aumento delle tasse. Provvedimenti che il governo di Alexis Tsipras ha dovuto introdurre per portare a termine le manovre di austerità richieste dal Fondo Monetario Internazionale e dell’Unione europea, e che saranno approvati dal Parlamento entro il fine settimana.

L’agitazione di 24 ore

L’agitazione è stata promossa dai sindacati del settore privato e da quelli della pubblica amministrazione. I dipendenti pubblici, il personale delle banche, i dipendenti delle ferrovie, i marinai mercantili e i medici statali sono stati in prima fila tra i professionisti che hanno partecipato allo sciopero di 24 ore. Sciopero che ha visto il blocco delle navi da passeggeri nei porti, i trasporti urbani interrotti e gli uffici amministrativi chiusi.

Spettro povertà ed esclusione sociale per 17,5 mln di italiani

Povertàl dato è sostanzialmente stabile rispetto al 2014, ma peggiorano le condizioni delle famiglie con almeno 5 componenti

La fotografia scattata dall'istat sulla povertà in Italia è impietosa: oltre uno su quattro è a rischio, con dati drammatici al Sud del Paese, dove la percentuale si avvicina a metà della popolazione. Di più, la diseguaglianza tra i redditi dei ricchi e dei poveri è tra le maggiori in Europa. Il 'metro' per misurare la situazione è la definizione adottata nell'ambito della Strategia Europa 2020, ovvero deve verificarsi almeno una delle seguenti condizioni: rischio di povertà, grave deprivazione materiale, bassa intensità di lavoro.

I DATI - Nel 2015 si stima che il 28,7% delle persone residenti in Italia sia a rischio di povertà o esclusione sociale. La quota è sostanzialmente stabile rispetto al 2014 (era al 28,3%) a sintesi di un aumento degli individui a rischio di povertà (dal 19,4% a 19,9%) e del calo di quelli che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (da 12,1% a 11,7%); resta invece invariata la stima di chi vive in famiglie gravemente deprivate (11,5%).

Si rilevano segnali di peggioramento tra chi vive in famiglie con almeno cinque componenti (dal 40,2% al 43,7%) e, in particolare, tra chi vive in coppia con almeno tre figli (da 39,4% a 48,3%, pari a circa 2.200.000 individui). Tale peggioramento è associato ad un incremento sia del rischio di povertà (+7,1%) sia della grave deprivazione materiale (+3%). Per gli stessi individui si osserva, invece, un miglioramento per la bassa intensità lavorativa (che passa dal 14,6% al 12,4% tra gli individui delle famiglie numerose e dal 14,1% all'11,4% tra le coppie con almeno tre figli).

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