Elettronica di controllo

La UE diffonde la censura sul web. Manipolare la verità non è reato?

Presentiamo, su un tema di stringente e inquietante attualità, un eccellente articolo di Giorgio Cattaneo, ideatore e curatore del frequentatissimo sito Libre Idee (libreidee.org) e socio del Movimento Roosevelt:

Solo in Italia ci sono 10 milioni di account Internet che corrispondono a persone ormai abituate a informarsi sul web, per avere lumi sui retroscena che i media mainstream non svelano. Basta questo, secondo Glauco Benigni (presidente di Wac, Web Activists Community) a spiegare la crescente voglia di bavaglio che pervade palazzi, ministeri e alte cariche pubbliche. Per mascherarla, l’establishment ricorre all’ennesimo inglesismo abusivo e infestante, “fake news”.

Una propaganda martellante fatta di minacce, dietro al pretesto incarnato da un altro neologismo, quello che trasforma in “hater” (odiatore) anche chi esprime indignazione verso l’abuso politico di potere. Ora siamo alla vigilia di una censura grottesca e sistemica, presentata come definitiva dal Ministero della Verità di un’istituzione tra le meno democratiche al mondo, la Commissione Europea.

L’inglese Julian King, commissario alla sicurezza, avverte: saremo inondati di “fact-checkers”, almeno ventimila, incaricati di organizzare una sorta di delazione di massa per criminalizzare qualsiasi fonte difforme da quelle istituzionali. Attenzione, però: l’oscuramento della libertà d’opinione non è solo un atto odioso e antidemocratico. Non è solo pericoloso per tutti, come la storia insegna.

La lesione di un diritto fondamentale non è anche un reato?

Il telefono è uno dei migliori dispositivi di controllo

SpionaggioSono negli Usa. Compro un pacchetto di sigari e pago con carta di credito. Arrivo a casa, apro il pc per iniziare il lavoro quotidiano e mi compare una pubblicità di sigari.

Pochi giorni fa vado nel bar di un mio amico che aveva messo in vendita su Internet una cucina da ristorante; mi racconta la sua avventura per vendere queste apparecchiature. Torno a casa, apro il cellulare, e mi compaiono annunci di vendita di cucine da ristorante.

Quello che mi ha sorpreso è la rapidità con cui il dato che io avevo fornito col mio acquisto (sigari) è stato elaborato per mandarmi una pubblicità mirata.

Il tempo trascorso dall’acquisto all’apertura del pc, infatti, era di circa trenta minuti. Un tempo poco superiore è trascorso nell’intervallo in cui ero a casa del mio amico e il momento in cui mi è comparsa la pubblicità delle cucine. Ora, premetto che pur essendo un complottista convinto, non sono affatto preoccupato che venga tracciato tutto ciò che faccio, vendo, compro, ecc.

Quando certi strumenti saranno ancora più invasivi, sarà forse la volta buona che inizieremo a lasciare sempre più spesso a casa i cellulari e solleveremo sempre più lo sguardo dagli schermi dei nostri apparecchi elettronici, per volgerlo all’ambiente attorno a noi o al cielo. Le domande che mi faccio sono due, e di altro tipo.

Marcello Foa: twitter scheda e poi esclude certi suoi utenti

Marcello Foa: TwitterPrima hanno inventato la democrazia, lottando per conquistarla. Poi l’hanno svuotata, con le istituzioni-capestro che scavalcano gli Stati e la loro Costituzione. In compenso, con Internet e i social media, hanno trasferito quote di democrazia (virtuale) sulla Rete. Ma adesso si stanno riprendendo, silenziosamente, anche quelle.

Lo afferma Marcello Foa, nel suo blog sul “Giornale”, segnalando la colossale retromacia di Twitter: messaggi filtratri e segretamente archiviati, a insaputa dell’utente, che – nel caso veicolasse messaggi scomodi – verrebbe addirittura escluso dal circuito, senza che neppure se ne accorga. È una notizia che pochissime testate hanno dato, e che Foa considera «tanto importante quanto inquietante».

Pochi giorni fa, scrive, un’inchiesta di “Project Veritas” ha rivelato che Twitter sta lavorando alacremente a misure che, una volta introdotte, limiteranno la nostra libertà di esprimerci. A confessarlo sono stati alcuni ingegneri della società: le loro confidenze sono state captate con una camera nascosta durante le feste natalizie, «un po’ come fa “Report”, per intenderci».

Non immaginando di essere registrati, si sono lasciati andare. Pochi ne hanno parlato, in Italia. E chi lo ha fatto (come “Repubblica”) si è soffermato sulle indiscrezioni riguardo la violazione della privacy: ogni contenuto tu Twitter verrebbe monitorato e messo in cassaforte.

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