Spiritualità

Il Solstizio d’Estate

Solstizio d’EstateIntorno al 21 giugno il sole celebra il suo trionfo, in quello che è il giorno più lungo dell’anno, ma che allo stesso tempo, rappresenta l’inizio del suo declino.

Infatti, dopo il Solstizio d’Estate, le giornate iniziano lentamente ma inesorabilmente ad accorciarsi fino al solstizio d’inverno, in quella che è la fase “calante” dell’anno.

Solstizio deriva dal latino solstat, “il sole si ferma”, e, infatti, pare quasi che il sole indugi un po’ in questa posizione prima di riprendere il suo cammino discendente. Il sole raggiunge la sua massima declinazione positiva rispetto all’equatore celeste, per poi riprendere il cammino inverso: inizia l’estate astronomica.

È tempo in cui possiamo ricevere il massimo della potenza solare: la mistica forza che unisce cielo e terra è ora più forte.

Questa verità era conosciuta dagli antichi popoli che pare fossero a conoscenza del fatto che le “ley lines”, le misteriose linee energetiche che solcano la superficie terrestre aumentano la loro carica energetica tramite la potenza solare. Anche monumenti come menhir, dolmen e cerchi di pietre erano forse focalizzatori artificiali del sistema energetico terrestre.

La ghiandola pineale e le intuizioni

Ghiandola pinealeL’epifisi, chiamata anche ghiandola pineale, per la sua forma simile ad una pigna, è una ghiandola endocrina, situata al centro del nostro cervello, dietro e sopra la ghiandola pituitaria, ed è attivata direttamente da impulsi nervosi provenienti dalla retina.

Le palpebre, infatti, in quanto trasparenti, sono lo strumento attraverso il quale l’epifisi si attiva per la produzione di due importantissimi neurotrasmettitori, responsabili del nostro ciclo di veglia/sonno, precisamente la serotonina di giorno, e la melatonina, non appena la luce diminuisce.

Non solo. La ghiandola pineale sintetizza dalla melatonina una droga allucinogena chiamata pinealina che ,come sostenuto da Rathma durante i suoi insegnamenti, è lo strumento attraverso il quale il nostro subconscio permette al cervello di comunicare con le sfere più profonde, seppur in un arco temporale limitato.

La pinealina, infatti, concorre all’induzione della fase Rem del sonno, al processo che da luogo ai sogni lucidi e alle esperienze extracorporee, nonché all’induzione in strati superiori di coscienza, consente l’accesso ad una moltitudine di poteri psichici.

Rathma, raffigura il processo di formazione della pinealina, come la fase finale di un percorso in salita della Kundalini, energia divina presente in ogni individuo seppur in forma quiescente, che giunta nell’area della ghiandola pineale, passa attraverso la serotonina provocandone il frazionamento e la trasformazione nella sua forma a più alto potenziale energetico, la pinealina, che è in grado di accogliere e registrare linee del tempo che risalgono a qualche punto dell’eternità.

Papa Francesco: siamo già nei tempi ultimi

Papa FrancescoIl 2014 che inizia “è un ulteriore passo verso la meta che sta davanti a noi: una meta di speranza, una meta di felicità, perché incontreremo Dio, ragione della nostra speranza e fonte della nostra letizia”. Lo ha affermato Papa Francesco nell’omelia pronunciata ieri pomeriggio in San Pietro in occasione del “Te Deum” di fine anno.

“Dobbiamo – ha esortato – raccogliere, come in una cesta, i giorni, le settimane, i mesi che abbiamo vissuto, per offrire tutto al Signore”. “Domandiamoci – ha suggerito il Pontefice – come abbiamo vissuto il tempo che Lui ci ha donato?”.

“Lo abbiamo usato – ha continuato Francesco – soprattutto per noi stessi, per i nostri interessi, o abbiamo saputo spenderlo anche per gli altri?”. “Quanto tempo – si è chiesto inoltre ad alta voce il Papa – abbiamo riservato per ‘stare con Dio’, nella preghiera, nel silenzio, nell’adorazione?”.

Nell’omelia di fine anno, Bergoglio ha poi sottolineato che siamo già nei “tempi ultimi”, dopo i quali il passaggio finale sarà la seconda e definitiva venuta di Cristo. “Con Gesù – ha concluso il Pontefice – è venuta la ‘pienezza’ del tempo, pienezza di significato e pienezza di salvezza. E non ci sarà più una nuova rivelazione, ma la manifestazione piena di ciò che Gesù ha già rivelato”. La visione biblica e cristiana del tempo e della storia, infatti, “non è ciclica, ma lineare: è un cammino che va verso un compimento”.

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