Degrado sociale

In Italia: si dà fuoco davanti all’agenzia delle tasse. Codacons lancia l'allarme suicidi

La Punto bruciataÈ stato un agente della polizia municipale di Bologna a spegnere con il proprio giaccone le fiamme che stavano avvolgendo G.C., l'uomo di 58 anni, originario del Casertano ma residente a Ozzano nell'Emilia, che questa mattina alle 8.20 si è dato fuoco davanti all'Agenzia della Entrate di via Paolo Nanni Costa per motivazioni legate e problemi economici.

Oberato dai debiti - Si tratta di un artigiano edile con un'impresa individuale, in sofferenza ultimamente per la crisi economica, come molti suoi colleghi del settore. Gli agenti lo hanno estratto dalla sua Fiat Punto dove hanno trovato poco dopo le lettere in cui l'uomo faceva riferimento ai suoi dissesti economici. G.C. è stato prima portato all'ospedale Maggiore di Bologna e poi in in elisoccorso a Parma. Ha ustioni sul tutto il corpo. La moglie, quando ha saputo, è stata colta da malore. Il pm di turno Massimiliano Rossi ha aperto un fascicolo conoscitivo senza indagati né titolo di reato.

Ha lasciato tre lettere - A muoverlo all'estremo gesto sarebbero stati problemi economici come si evince dalle tre lettere che ha lasciato, una proprio indirizzata alla commissione tributaria. Nelle lettere in cui spiega le ragioni del suo gesto l'uomo chiede perdono, oltre che alla moglie, anche all'Agenzia stessa. In una fa riferimento e pendenze tributarie: dice di aver pagato le tasse, chiede di lasciare in pace la moglie e annuncia l'intento di andarsene. Lo ha spiegato l'agente della polizia municipale che ha spento le fiamme. "Mi ha detto: 'ho tentato di uccidermi, voglio morire, voglio morire' ".

Negli Usa dilaga la povertà estrema

Barbone statunitenseSi è portati a pensare che le persone che campano con pochi dollari al giorno risiedano nei paesi in via di sviluppo, non i quelli ricchi come gli Stati Uniti. Ma un recente studio afferma che milioni di americani a fatica tirano avanti con 2 dollari al giorno.

Il National Poverty Center dell’Università del Michigan ha scoperto che il numero di famiglie americane che vivono in stato di “povertà estrema” – ovvero con meno di 2 dollari a testa al giorno – per almeno un mese all’anno, è più che raddoppiato dal 1996 al 2011, passando da 636.000 a 1.460.000. Dato che la famiglia americana media è costituita da 2,58 persone, ciò significa che rientrano in questo gruppo 3,8 milioni tra adulti e bambini.

La ricerca compiuta da H. Luke Shaefer e Kathryn Edin calcola che 2,8 milioni di queste persone sono bambini. Circa 866.000 famiglie si sono ritrovate nella fascia dei 2 dollari a testa per un periodo di 3 mesi interi.

Da quando nel 1996 è stata approvata la riforma del welfare, il numero di americani poveri che ricevono mensilmente aiuti in denaro di provenienza governativa è precipitato da 12,3 milioni ai 4,4 milioni del giugno 2011. Coloro che negli Stati Uniti si trovano in povertà estrema vengono sottratti a condizioni peggiori mediante il piano SNAP (buoni pasto; programma federale di aiuti finanziari per alimentare cittadini con un reddito basso, N.d.T.), nonché mediante il diritto all’assicurazione sanitaria per i bambini. Circa uno su cinque riceve poi sussidi per gli alloggi.

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