Banche e potere

Mutui in Italia: i sotterfugi del sistema finanziario

MutuoAvete mai realizzato che quando andiamo in banca, anche per la più semplice delle operazioni, siamo “costretti a firmare” una serie pressoché infinita di documenti pieni di clausole scritte con caratteri in miniatura?

Queste clausole sono definite come vessatorie, ovvero a sfavore del consumatore, il quale deve accettare le condizioni che gli vengono “imposte”, in quanto parte debole e senza diritto di negoziazione. La legislazione in vigore tutela gli istituti finanziari anziché proteggere la gente comune. Ci spacciano come trasparenza tutte quelle clausole scritte in “legalese” che solo in pochi leggono e quasi nessuno capisce. Se la trasparenza fosse tale ed a protezione del cliente, dovrebbe essere chiara e comprensibile, proprio per il significato intrinseco della parola stessa.

Innanzitutto l’intero sistema economico-finanziario è reso volutamente complesso, attraverso l’utilizzo di modelli finanziari, recepiti dagli studiosi di economia come verità assolute, quando in realtà servono a nascondere gli astuti artifizi che le banche utilizzano per speculare sulle persone.

Il problema è che nelle facoltà odierne si conferisce agli studiosi una forma mentis standardizzata, in modo tale che nessuno si ponga delle domande sulla validità delle teorie che vengono insegnate.

La povertà prodotta dalla globalizzazione

GlobalizzazioneI banchieri centrali non hanno mai fatto tanti danni all’economia mondiale quanti ne hanno fatti in questi ultimi dieci anni.

Possiamo anche dire che finora non hanno mai avuto tanto potere per farlo. Se i loro predecessori avessero avuto questo potere… chissà? Comunque, l’economia globale non è mai stata più interconnessa come lo è oggi, soprattutto per effetto dell’avanzamento del globalismo, del neoliberismo e forse anche della tecnologia.

Ironia della sorte, tutti e tre questi fattori vengono continuamente magnificati come forze del bene. Ma gli standard di vita per molti milioni di persone in Occidente sono scesi – o sono pieni di incertezze – mentre milioni di cinesi ora hanno un livello di vita migliore.

Alle persone in Occidente hanno detto di guardare a questo come ad uno sviluppo positivo; dopo tutto, permette di comprare prodotti che costano meno di quelli che produrrebbero le industrie nazionali. Ma insieme al loro posto di lavoro nella produzione, è sparito anche tutta la loro way of life, il loro modello di vita. O, piuttosto, si è nascosto dietro un velo di debiti, tanto da non poter credibilmente negare che circa tre quarti degli americani hanno difficoltà a pagare le bollette. Cosa che sicuramente non succedeva dagli anni ’50 e ’60.

In Europa occidentale questo è un po’ meno evidente, o forse è solo in ritardo, ma con il globalismo e il neoliberismo, che sono ancora le religioni economiche dominanti, non ci sarà via d’uscita.

Che è successo?

Beh, noi non facciamo più le cose. Ecco tutto. Dobbiamo comprare da altri tutte le cose che ci servono: sempre di più. E di conseguenza non abbiamo nemmeno le competenze per fare altre cose. Siamo diventati dipendenti, per la nostra sopravvivenza, da nazioni che stanno dall’altra parte del pianeta. Dipendenti da nazioni che sono interessate solo a venderci le loro cose, se le possiamo pagare. Nazioni che vedono le richieste di salario interno salire e che – dovranno – farci pagare i loro prodotti a prezzi sempre più alti. E noi non avremo altra scelta che pagare.

La potenza di fuoco della lobby finanziaria

Lobby finanziariaUn esercito di 1.700 addetti, per un fatturato di oltre 120 milioni di euro l’anno.

«Non parliamo di una multinazionale, ma dell’esercito di lobbisti che affolla le istituzioni europee a Bruxelles e della quantità di denaro fornita ogni anno da banche e altre imprese del settore per sostenerne le attività». Sono alcuni dei dati riassunti nel rapporto pubblicato dal Ceo, Corporate Europe Observatory, e intitolato “la potenza di fuoco della lobby finanziaria”.

«Se è banale, se non ingenuo, pensare di sorprendersi di fronte alla notizia di un mondo finanziario che esercita una fortissima attività di lobby sulle istituzioni europee, ben diverso è vedere nero su bianco i dati e le cifre in gioco», scrive Andrea Baranes sul blog “Non con i miei soldi”.

Ogni regola, direttiva Ue o ricerca che passi da Parlamento, Commissione, Bce o qualsivoglia altra istituzione europea è soggetta a questa “potenza di fuoco”.

Con ogni probabilità, questa è «la lobby più potente del mondo», per dirla con il lituano Algirdas Semeta, fino al 2014 membro della Commissione Europa (fiscalità e unione doganale). Dunque non certo un complottista, proprio come quelle decine di europarlamentari di diversi partiti e schieramenti che già a giugno 2010 sottoscrissero un drammatico appello contro sulla super-lobby finanziaria.

«Possiamo vedere ogni giorno la pressione esercitata dall’industria bancaria e finanziaria per influenzare le leggi che li governano», è l’accusa. «Non c’è nulla di straordinario se queste imprese fanno conoscere il proprio punto di vista e hanno discussioni con i legislatori. Ma ci sembra che l’asimmetria tra il potere di questa attività di lobby e la mancanza di una esperienza opposta ponga un pericolo per la democrazia», dissero i parlamentari europei.

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