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Russia, India e Cina unite. Ora l'EURASIA è la prima potenza militare ed economica del mondo

Xi-Jinping Mukherjee Putin In un mondo in costante guerra (per procura) tra le grandi potenze del mondo, qualcosa sta cambiando nello scacchiere geopolitico: si sta formando un’asse politica, economica e militare contro l’egemonia dell’Occidente. Un’alleanza orientale che vede la partecipazione dei tre eserciti più potenti dell’Eurasia, insieme al Giappone.

L’India, una potenza nucleare e uno dei pochi paesi a non essere stati scalfiti dalla recente crisi economica e finanziaria che ha travolto i mercati emergenti, ha appena stretto un accordo per tenere esercitazioni militari insieme alla Russia. Si chiameranno Indra 2016. È l’ennesima prova di un rafforzamento della partnership militare tra i due paesi.

Il tutto mentre la Cina si è schierata a fianco dei russi nel braccio di ferro diplomatico con gli Stati Uniti e l’Europa, che hanno punito Mosca con una serie di sanzioni economiche dopo il suo presunto coinvolgimento strategico e militare nella guerra civile in Ucraina e dopo l’annessione della Repubblica di Crimea. Dopo Stati Uniti e Russia, la Cina possiede la più grande aviazione militare al mondo.

Un’alleanza economica non solo militare

Nigel Farage farà un tour europeo per incentivare altri referendum

Nigel FarageNigel Farage, leader uscente dell'Ukip, il Partito per l'indipendenza del Regno Unito, ha annunciato un tour nei paesi europei aderenti alla Ue per promuovere altri referendum sull'appartenenza all'Unione Europea, progetto che a suo parere "non ha mai avuto alcuna legittimità fin dall'inizio" e per l'uscita dall'euro, moneta tossica che ormai è evidente a tutti stia distruggendo l'economia di molte nazioni dell'eurozona.

A settembre, riferisce il Financial Times nell'edizione di oggi, sarà ad Atene per un simposio sulle alternative all'euro e sull'uscita dall'area monetaria; oltre che in Grecia, secondo il politico potrebbero esserci voti referendari nel prossimo futuro anche nei Paesi Bassi, in Danimarca e in Svezia.

Farage ha parlato dei suoi programmi a margine della convention repubblicana statunitense, a Cleveland, dove è ospite ma non relatore, in compagnia di altri leader di partiti europei contrari alla Ue, come Geert Wilders del Partito per la libertà olandese, e ha fatto paragoni tra la Brexit e l'ascesa di Donald Trump.

Per Farage è "irrilevante" che Trump sia ricco se riesce a parlare a quel "piccolo popolo" di cui l'establishment non si cura e ha ammesso di essersi sentito un po' a disagio per alcuni commenti estremi, ma ha attribuito al candidato alla Casa Bianca il merito di aver sollevato questioni che altri vogliono tenere "sotto il tappeto".

Anche la Repubblica Ceca vuole il referendem sulla UE

Si allunga la lista dei paesi che vogliono un referendum sulla permanenza nella UE.

Dopo che in Francia, Olanda, Austria, Lettonia e Slovacchia forze politiche hanno apertamente dichiarato che indiranno il referendum per abbandonare la Ue e si stanno anche raccogliendo le firme necessarie per far sì che accada presto, adesso anche nella Repubblica Ceca c'è chi vuole un referendum sulla UE e a farne richiesta è addirittura il presidente della repubblica Ceca Milos Zeman.

Il presidente Zeman ha dichiarato che vuole che la Repubblica Ceca rimanga nella UE però è intenzionato a fare di tutto affinché i suoi concittadini possano votare ed esprimere la loro opinione.

A spingere Zeman a fare questa dichiarazione è il crescente, dilagante euroscetticismo tra i cittadini della Repubblica Ceca: infatti secondo un sondaggio fatto da CVVM lo scorso aprile solo il 25 % è felice di far parte della UE mentre un anno prima ad essere felici erano il 32% della popolazione.

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