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Michael Gove: "in Gran Bretagna metterò fine alla libera circolazione"

"Metterò fine alla libera circolazione". Lo ha detto Michael Gove, ministro britannco della Giustizia, spiegando il suo programma da candidato alla leadership Tory. “Introdurrò un sistema di punti all'australiana e ridurrò i numeri” degli immigrati.

Gove si presenta come il “candidato del cambiamento” alla guida del Partito Conservatore e del governo britannico. La sfida, dopo il voto, è quella del “cambiamento”, ha insistito, predicando “ottimismo”.

L'economia britannica “si basa su fondamenti solidi”, ha detto, dandone merito al premier dimissionario David Cameron e al cancelliere dello Scacchiere, George Osborne e attribuendo al governatore della Bank Of England, Mark Carney, la convinzione che il Paese “sia pronto alla transizione” verso l'uscita dall'Ue.

In ogni modo ha ammesso che si tratta di una grande sfida, sottolineando però che “il popolo ci ha chiesto una nuova direzione” di “ricostruire la nostra democrazia”. Non può essere “business as usual”, ha rimarcato.

In arrivo ondata di referendum per uscire dall'Ue

In arrivo ondata di referendum per uscire dall'UeLo chiamano tsunami Brexit.

È lo tsunami politico in arrivo da partiti e movimenti di destra o improntati al populismo di diversi paesi europei, pronti a chiedere in totale ben 34 referendum che potrebbero decretare anche per loro il divorzio dall’Unione europea. È quanto emerge da una ricerca messa a punto dallo European Council on Foreign Relations (ECFR).

Diversi “partiti insurrezionisti”, così come viene riportato, stanno invocando i referendum su diverse questioni, dall’appartenza all’Ue alla politica di immigrazione.

Come motivazioni, vengono citati sia la paura che la Turchia entri a far parte dell’Ue, che l’accoglienza ai rifugiati che è stata promossa dalla cancelliera tedesca Angela Merkel.

Così Mark Leonard di ECFR:

“Molti di questi partiti insurrezionisti hanno opinioni sulla politica estera che si avvicinano più alle posizioni del presidente russo Vladimir Putin che a quelle del presidente Obama”.

Nuove strategie per il progetto della “Grande Eurasia”

Vladimir PutinLa Russia ha a lungo sostenuto che l’espansione della SCO rafforzerà lo status internazionale dell’organizzazione.

Ma ora a quanto pare la Russia suggerisce una sorta di raggruppamento economico oltre la SCO.

Il Cremlino ha delineato una visione ambiziosa del nuovo raggruppamento d’integrazione globale oltre le unioni economiche e politiche già esistenti in Eurasia. Eppure c’è mancanza di chiarezza su come l’entità proposta possa conciliarsi con le organizzazioni ed accordi regionali esistenti.

L’Unione Economica Eurasiatica (UEE) della Russia diverrebbe parte di una entità d’integrazione maggiore, una “Grande Eurasia” annunciata dal Presidente Vladimir Putin. Questa maggiore partnership eurasiatica potrebbe includere anche Cina, India, Pakistan, Iran, Stati ex-sovietici ed altri interessati, ha detto.

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